Il governo del Manipur ha annunciato sabato la ripresa della libera circolazione sulle autostrade nazionali e il riavvio del servizio di autobus Imphal-Dimapur. Questa decisione è arrivata dopo discussioni ad alto livello guidate dal primo ministro Yumnam Khemchand Singh, dal vice primo ministro Nemcha Kipgen e dall'MLA di Saitu Haokholet Kipgen presso la sede del distretto di Kangpokpi.
I disordini si sono intensificati dopo gli scontri Kuki-Zo, Meitei, con varie organizzazioni civili Kuki-Zo come il Kuki-Inpi Manipur (KIM) e il Comitato per l'unità tribale (CoTU) che hanno imposto restrizioni all'accesso Meitei alla NH-2, la principale autostrada Imphal-Dimapur che passa attraverso Kangpokpi.
Il primo ministro Khemchand ha sottolineato che i confini del Manipur sono condivisi da tutte le comunità e che gli sforzi collettivi sono essenziali per proteggere lo stato. Ha chiesto fiducia reciproca e cooperazione, esortando i cittadini a dare priorità alla loro identità di indiani piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulle affiliazioni regionali. Le sue osservazioni hanno sottolineato l'importanza dell'integrazione nazionale mentre si affrontavano le divisioni profonde all'interno dello stato. L'iniziativa del governo segue le direttive del ministro degli Interni Amit Shah, che ha ordinato il libero movimento su tutte le autostrade del Manipur a partire dall'8 marzo 2025. Nonostante questi ordini, i tentativi di riaprire la NH-2 hanno subito interruzioni a causa delle proteste a Kangpokpi.
Nel suo intervento, il viceministro Nemcha Kipgen ha sottolineato l'impegno del governo guidato dal BJP per lo sviluppo equo, sottolineando che il vero progresso richiede una crescita equilibrata sia nelle regioni della valle che delle colline. Ha ribadito la necessità di armonia comunitaria e ha invitato la collaborazione di organizzazioni della società civile, figure pubbliche e intellettuali per garantire la pace a lungo termine.
Nel corso della visita, il primo ministro ha inaugurato nuove strutture sanitarie, tra cui un'unità di dialisi e una struttura di stoccaggio del sangue distrettuale, e ha distribuito benefici di welfare nell'ambito di più programmi governativi.
I residenti locali hanno notato che non si sono sentiti spari durante l'incidente, suggerendo possibili metodi di intimidazione non letali. Il villaggio colpito, un tempo abitato dai contadini Kuki, è diventato deserto durante il conflitto Naga-Kuki del 1992, portando allo sfollamento e al successivo reinsediamento. Gli sviluppi recenti includono scontri etnici in corso che hanno coinvolto quasi tutte le comunità nella mischia.
Mentre le discussioni iniziali non hanno portato a una risoluzione definitiva, entrambe le parti hanno riconosciuto la necessità di negoziati pacifici per ripristinare la stabilità. La situazione riflette la complessa interazione di lamentele storiche, aspirazioni politiche e disparità socio-economiche che continuano a plasmare il panorama del Manipur.
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