Più di 400 artisti e intellettuali hanno firmato un manifesto in difesa della Rete Educativa Portoghese all'Estero (Ensino Português no Estrangeiro, o EPE). L'iniziativa comprende figure di spicco della letteratura, della musica, del cinema e delle arti visive come Lídia Jorge, Teolinda Gersão, José Luís Peixoto, Graça Morais, Sérgio Godinho e Maria de Medeiros.
Il manifesto sottolinea la necessità urgente di respingere la precarietà che colpisce la rete EPE e chiede stabilità, riconoscimento e solidità nelle carriere dei suoi professionisti. Questi individui spesso lavorano in condizioni ritenute insostenibili e vulnerabili. I firmatari sostengono che la rete EPE funge da piattaforma cruciale per il dialogo, lo scambio e la diffusione della letteratura, dell'arte e della cultura portoghese a livello globale.
Secondo il manifesto, la rete EPE non solo crea visibilità per la produzione letteraria e culturale portoghese su scala globale, ma costruisce anche ponti tra scrittori, comunità, paesi e diversi pubblici.
Nonostante il numero di centri EPE diminuisca ogni anno e le condizioni di lavoro per coloro che vi lavorano siano sempre più vulnerabili, questi educatori continuano il loro lavoro meticoloso e costante nell'organizzazione di viaggi, residenze artistiche, traduzioni e festival. Il manifesto li elogia come artigiani che tessono una rete potente ma fragile di connessioni, collaborazioni e ponti che rendono le culture portoghesi alcune delle più studiate in tutto il mondo.
Inoltre, la rete EPE svolge un ruolo fondamentale nel collegare le comunità portoghesi all'estero, facilitando la riconnessione con le loro radici. Assicura che i discendenti dei portoghesi sparsi in tutto il mondo possano accedere alla letteratura, alla poesia, alla musica, al cinema e ad altre arti portoghesi. Attraverso questa rete, la lingua portoghese continua a trovare nuovi ambienti di creazione, riflessione e apprezzamento in tutto il mondo.
Tutti gli spazi all'interno della rete EPE sono considerati il bene più prezioso della diplomazia culturale portoghese a livello globale. I firmatari esortano il governo a riconoscere questo valore con seri investimenti, apprezzamento e stabilità del lavoro. In tempi caratterizzati da incertezze storiche, crisi umanitarie e dubbi sul futuro, sottolineano l'importanza di riconoscere il lavoro umanistico svolto dalla rete EPE nella promozione del dialogo, della lettura e delle arti.
Per garantire il progresso continuo, è essenziale che il merito di questo lavoro sia riconosciuto e le strutture giuridiche esistenti sostengano questi professionisti, garantendo la stabilità della carriera e forti legami di lavoro. Il manifesto si conclude con un appello al governo di riconsiderare la legge proposta per quanto riguarda il quadro giuridico per la rete educativa portoghese all'estero, respingendo sia la precarietà che la mancanza di un serio impegno ad investire nella rete EPE e nei suoi professionisti.
A partire da oggi, il "Manifesto in difesa della rete EPE: la prima linea della diplomazia portoghese" è stato firmato da 441 personalità delle arti e delle università di tutto il mondo collegate alla cultura e alla lingua portoghese. I rappresentanti dei sindacati degli insegnanti e il governo hanno iniziato i negoziati il 28 maggio per la revisione del quadro RJEPE, che rientra nell'ambito di competenza del Ministero degli Affari Esteri (MNE).
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