La moglie del capitano della marina mercantile indiana Ajay Pant lo ha definito un "capro espiatorio" dopo che è stato arrestato in Gran Bretagna per presunte violazioni delle sanzioni legate a una petroliera russa. Pant, 38 anni, è in custodia da giugno e affronta accuse ai sensi delle leggi sulle sanzioni del Regno Unito che potrebbero comportare fino a 10 anni di carcere. Il suo processo inizierà il 15 dicembre.
Secondo i dati di MarineTraffic, la Smyrtos era partita dal porto russo di Ust-Luga il 5 giugno e si stava dirigendo verso Port Said in Egitto. La nave trasportava circa 98.000 tonnellate di petrolio russo. Le autorità britanniche sostengono che Pant, come capitano della nave, aveva conoscenza del carico e quindi violava le normative sulle sanzioni. La squadra di difesa di Pant sostiene che stava semplicemente seguendo gli ordini come dipendente del proprietario della nave e non aveva alcun coinvolgimento nelle decisioni commerciali riguardanti il carico.
La moglie ha fatto eco a questa posizione, sottolineando che il dovere primario di un capitano è quello di garantire la consegna sicura del carico. "La responsabilità del capitano in qualsiasi nave è quella di portare il carico in sicurezza alla sua destinazione", ha affermato. Nonostante queste argomentazioni, a Pant è stata negata la cauzione da un tribunale di Londra a luglio, sollevando preoccupazioni tra la sua famiglia e i colleghi circa la sua potenziale esposizione a rischi come la fuga o l'interferenza straniera.
Anwar Sadat della Indian Society of International Law ha notato la complessità delle questioni legali in gioco, evidenziando che questo potrebbe essere il primo caso in Europa in cui le accuse penali relative alle sanzioni sono state indirizzate a un singolo capitano piuttosto che alla nave stessa o ai suoi operatori. David Hammond di Human Rights at Sea International ha avvertito che il risultato potrebbe avere implicazioni più ampie per i marittimi a livello globale, soprattutto perché le tensioni geopolitiche continuano a influenzare le operazioni marittime.
La situazione ha suscitato preoccupazione all'interno della vasta comunità marinara indiana, che comprende oltre 320.000 lavoratori. Steve Yandell, coordinatore della sezione marinari della Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti, ha espresso preoccupazione per la vulnerabilità degli equipaggi coinvolti in conflitti geopolitici senza informazioni chiare sulle navi che servono. Mentre Pantes si prepara per il suo processo, sua moglie continua a sostenere la sua liberazione, citando il costo emotivo della sua detenzione.
Nel frattempo, il caso sottolinea la crescente intersezione tra l'applicazione delle sanzioni internazionali e la vita personale di coloro che lavorano nell'industria marittima.
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