Il tenente generale Arvind Mahajan (in pensione), un generale a tre stelle in pensione ed ex direttore generale del Corpo di ingegneri elettronici e meccanici (EME) dell'esercito indiano, ha recentemente riflettuto sull'evoluzione dell'India sotto la bandiera di una nuova generazione di leadership. Parlando dalla sua casa di Gurugram in un pomeriggio piovoso, Mahajan ha descritto come la sua generazione, nata poco dopo l'indipendenza, fosse stata celebrata come gli architetti di una nascente democrazia. Ora, osserva, il centro dell'attenzione si è spostato verso le coorti più giovani come la Generazione Z, ma rimane orgoglioso dell'eredità che i suoi coetanei hanno aiutato a forgiare. Mahajan è nato il 24 dicembre 1947, poche ore prima che l'India ottenesse l'indipendenza.
La sua carriera militare durò quasi quattro decenni, culminando con il suo ritiro nel 2007. Durante questo periodo, ha ricoperto ruoli critici, tra cui la guida dell'EME, un corpo responsabile del mantenimento della spina dorsale tecnologica dell'esercito indiano. Il suo lavoro comprendeva la supervisione dello sviluppo delle infrastrutture e delle attrezzature utilizzate nei principali conflitti, dalle operazioni del Kashmir del 1947-48 alla guerra di Kargil del 1999. In una piccola stanza in cantina della sua casa, Mahajan conserva ricordi della sua carriera, tra cui una foto sbiadita di se stesso come cadetto presso l'Accademia di Difesa Nazionale e un ritratto di lui nella sua uniforme generale a tre stelle.
Mahajan ha scritto un libro intitolato Techno Warriors of the Indian Army: Corps of Electronics and Mechanical Engineers in Operations, pubblicato nel 2007 mentre guidava l'EME. Il volume ripercorre la storia del Corpo dalla sua nascita dopo l'indipendenza dell'India al suo ruolo fondamentale in numerose campagne militari.
Mahanjan, che ha lavorato come soldato, ricorda le sfide di raggiungere aree come Ladakh, Joshimath e North-East Frontier Agency (ora Arunachal Pradesh), dove le cattive condizioni stradali e le comunicazioni limitate rendevano difficile il movimento. Oggi, osserva, autostrade, tunnel, ponti e sistemi di comunicazione avanzati hanno trasformato queste regioni in spazi più accessibili e connessi.
Mahanjan ha anche riconosciuto i progressi compiuti nell'istruzione, nell'assistenza sanitaria e nella tecnologia, che hanno notevolmente migliorato la qualità della vita di milioni di indiani. Anche il settore dell'energia ha visto una rivoluzione, da un periodo di scarsità e risorse limitate a una robusta rete di centrali elettriche, raffinerie e condotte.
Il trauma della guerra del 1962 con la Cina ha lasciato una profonda impressione su di lui e su molti altri, influenzando la loro decisione di servire nelle forze armate. Nonostante queste sfide, crede che la resilienza del popolo indiano sia stata determinante per il progresso della nazione. Guardando indietro, Mahajan riconosce le profonde trasformazioni avvenute negli ultimi otto decenni. Mentre l'India che conosceva da giovane ufficiale era molto diversa da quella di oggi, vede lo spirito continuo di innovazione e determinazione che definisce l'era attuale.
Le sue riflessioni offrono uno sguardo all'eredità duratura di una generazione che ha svolto un ruolo cruciale nel plasmare la traiettoria di una nazione che si sforza ancora di raggiungere le sue aspirazioni.
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