L'articolo esplora il concetto di "ciò che è in eccesso" nella società moderna, in particolare nel contesto delle metriche algoritmiche, dell'ossessione per la produttività e della monetizzazione della vita quotidiana. L'autore sostiene che il valore umano viene sempre più misurato dall'utilità, riducendo gli individui a dati statistici e determinando chi è considerato utile o sprecabile. Il pezzo critica questo sistema come una forma di disumanizzazione, collegandolo alla "crisi dell'uomo" identificata da Albert Camus.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la critica del riduzionismo economico e della misurazione algoritmica come intrinsecamente capitalista e autoritaria, allineandosi con le preoccupazioni di sinistra sulla disumanizzazione e la disuguaglianza sociale.



