Il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys ha esortato l'Unione europea a rivedere l'uso delle attività russe congelate per finanziare le esigenze militari e civili dell'Ucraina. Ha sottolineato la necessità di una strategia finanziaria a lungo termine oltre al semplice sostegno militare. Questa chiamata segue nuove discussioni all'interno dell'UE sull'utilizzo di circa 200 miliardi di euro in attività della banca centrale russa congelate per aiutare l'Ucraina. Nel frattempo, l'UE sta anche prendendo in considerazione l'espansione delle sanzioni contro la Russia aggiungendo più entità alla sua lista di sanzioni. Budrys ha criticato la Russia per non affrontare abbastanza costi politici per le sue azioni contro i membri dell'UE e della NATO. Il Belgio si è opposto alle proposte di utilizzare le attività russe come garanzia per i prestiti all'Ucraina, citando preoccupazioni sulla responsabilità legale. Nonostante le chiamate di diverse nazioni dell'UE, tra cui Svezia, Paesi Bassi e Spagna, il ministro della Difesa del Belgio ha dichiarato che la questione non è "non negoziabile" e ha avvertito contro la pressione persistente degli stati baltici.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la discussione sull'uso dei beni russi congelati come un passo necessario e urgente per sostenere l'Ucraina, in linea con gli interessi di paesi come la Lituania e gli Stati baltici.





