I leader politici della Lituania hanno resistito alle richieste di una più ampia indagine indipendente sugli abusi sessuali all'interno della Chiesa cattolica, nonostante i procedimenti legali in corso contro due sacerdoti accusati di cattiva condotta. Il primo ministro Mindaugas Sinkevičius e il presidente del Parlamento Juozas Olekas hanno espresso cautela sull'espansione della portata di tale indagine, sottolineando la separazione tra autorità statali e religiose. Nel frattempo, l'arcivescovo metropolita di Vilnius Gintaras Grušas ha dichiarato che il momento non è ancora maturo per una revisione su larga scala degli abusi passati, anche se non ha escluso la possibilità di una tale iniziativa in futuro.
Sinkevičius, durante una conferenza stampa venerdì, ha affermato che la decisione di perseguire un'indagine indipendente spetta esclusivamente alla leadership della Chiesa. Ha sottolineato il principio che la governance statale sia distinta dalle questioni ecclesiastiche, sostenendo che i politici non dovrebbero intervenire nelle decisioni prese dalle autorità religiose. Le sue osservazioni hanno seguito una crescente preoccupazione pubblica per la gestione dei casi di abusi sessuali all'interno della Chiesa, in particolare dopo le recenti azioni legali contro due sacerdoti.
In una dichiarazione rilasciata dopo un incontro con l'arcivescovo Grušas, ha sottolineato che i tribunali dovrebbero risolvere i casi immediati prima di prendere in considerazione ulteriori azioni. Olekas ha anche proposto di includere esperti indipendenti in qualsiasi indagine interna della Chiesa per migliorare la trasparenza e ripristinare la fiducia del pubblico.
Questa mossa riflette una spinta più ampia per una maggiore responsabilità e sorveglianza, soprattutto alla luce dei processi in corso dei due sacerdoti. Il primo caso coinvolge Tadas Švedavičius, che affronta accuse di reati sessuali contro 11 minori, con 34 presunti incidenti criminali che vanno dal 2002 al 2025. Questi incidenti includono presumibilmente il costringere i bambini a consumare alcol e casi di aggressione sessuale. Il caso è stato trasmesso al tribunale regionale di Vilnius per un ulteriore esame. Un secondo caso riguarda Ryšardas Pečiūnas, accusato di possesso di pornografia infantile. A differenza del primo caso, nessuna vittima è stata ufficialmente identificata in questo caso.
Entrambi i casi hanno scatenato intense discussioni sulla necessità di un registro nazionale dei trasgressori sessuali, una misura attualmente assente in Lituania. I sostenitori sostengono che un tale sistema fornirebbe un migliore tracciamento di individui con una storia di cattiva condotta sessuale, migliorando così la sicurezza della comunità.
Grušas ha suggerito che la Chiesa dovrebbe dare la priorità alla costruzione di meccanismi di protezione prima di intraprendere una revisione storica più ampia. Ha ammesso che un'indagine più ampia potrebbe essere fattibile in futuro, citando l'allocazione delle risorse e le priorità strategiche come fattori chiave.
La sua posizione si allinea con quella di Sinkevičius e Olekas, rafforzando l'idea che la questione richieda un'attenta considerazione e un approccio multidisciplinare.
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