I ricercatori dell'Università di Tokyo hanno scoperto un metodo innovativo per controllare il comportamento meccanico delle cellule artificiali utilizzando separatamente i lipidi e le nanostrutture del DNA. Questa scoperta consente la manipolazione indipendente di due forme primarie di deformazione cellulare - allungamento e piegatura - che apre nuove possibilità per la progettazione di sistemi biologici sintetici con proprietà meccaniche precise.
Nel loro studio, Miho Yanagisawa, un professore associato, e Kazutoshi Masuda, uno studente di dottorato, hanno impiegato micro goccioline rivestite di lipidi come modelli semplificati di cellule naturali. Combinando tecniche sperimentali come l'aspirazione a micropipetta con un nuovo modello teorico, sono stati in grado di distinguere tra gli effetti di allungamento e flessione della membrana. I modelli tradizionali non erano riusciti a spiegare accuratamente questi comportamenti di deformazione non lineare, ma il nuovo framework è riuscito a catturarli efficacemente.
I ricercatori hanno identificato che la disposizione geometrica delle molecole lipidiche influenza in modo significativo l'elasticità correlata all'allungamento. Al contrario, quando i motivi di DNA a forma di Y sono stati collegati insieme per creare una rete tridimensionale, hanno formato un impalcatura su scala nanometrica che ha notevolmente aumentato la resistenza alla flessione senza influenzare molto l'elasticità di allungamento. Questa distinzione evidenzia come diverse strutture molecolari possono essere utilizzate per adattare specifiche risposte meccaniche all'interno di cellule artificiali.
Questa scoperta offre un chiaro percorso per la programmazione di funzioni meccaniche distinte a livello molecolare. Invece di regolare semplicemente la rigidità o la morbidezza complessiva delle cellule artificiali, gli scienziati possono ora progettare aspetti specifici del loro comportamento meccanico. Tale precisione potrebbe portare a progressi nella creazione di cellule artificiali, sistemi di somministrazione di farmaci e altri materiali morbidi con caratteristiche meccaniche personalizzate.
Le implicazioni di questa ricerca si estendono oltre le sole cellule artificiali. Ci avvicina alla costruzione di sistemi biomimetici in cui i comportamenti meccanici possono essere progettati da zero. Questi sviluppi potrebbero influenzare vari campi tra cui la medicina, la biotecnologia e la scienza dei materiali, consentendo applicazioni più sofisticate che imitano i processi naturali con alta precisione.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Small Science, dettagliando la metodologia e i risultati della ricerca condotta da Yanagisawa e Masuda. Il loro lavoro presenta un approccio completo alla comprensione e alla manipolazione delle proprietà meccaniche delle cellule sintetiche attraverso la progettazione molecolare.
Guardando al futuro, le potenziali applicazioni di questa ricerca suggeriscono che gli sviluppi futuri potrebbero includere meccanismi di somministrazione dei farmaci più efficaci, soluzioni avanzate di ingegneria tissutale e persino nuovi tipi di materiali reattivi in grado di adattarsi ai cambiamenti ambientali.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 5 €/mese.
Diventa sostenitore