Il primo ministro canadese, Mark Carney, ha confermato che il suo governo prevede di imporre tariffe corrispondenti sui prodotti americani in settori come l'acciaio, i prodotti lattiero-caseari e l'elettronica, a partire dall'8 settembre.
Il rappresentante commerciale Jamieson Greer ha dichiarato che il Canada aveva rifiutato di accettare i termini di un accordo precedentemente concordato, citando nuove richieste che hanno destabilizzato l'equilibrio raggiunto all'inizio di luglio. Queste nuove condizioni, secondo la Casa Bianca, sono state ritenute ingiuste ed economicamente insostenibili. Nel frattempo, i negoziatori canadesi avrebbero lavorato fino all'ultimo momento per raggiungere un compromesso, ma i loro sforzi alla fine non hanno avuto successo.
Tuttavia, questa finestra è scaduta poco prima dell'annuncio delle tariffe. La mossa avviene in un contesto di crescenti preoccupazioni per l'equità delle pratiche commerciali, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei prodotti americani in Canada. S. ha citato pratiche discriminatorie che colpiscono settori come l'automotive, l'alcol e i prodotti lattiero-caseari come giustificazione per le tariffe. Dal punto di vista del Canada, le nuove tariffe sono considerate sproporzionatamente dannose per i produttori più piccoli e le imprese locali. L'approccio di S. mina la capacità del paese di mantenere prezzi competitivi e proteggere le industrie nazionali.
L'impatto dovrebbe essere sentito in più settori, con particolare preoccupazione per gli effetti sui produttori e rivenditori su piccola scala, poiché le imprese possono cercare mercati alternativi o adeguare le strategie di produzione. Il deterioramento della relazione tra le due nazioni è stato esacerbato da diversi fattori dall'elezione di Donald Trump.
Gli esperti del settore avvertono che l'attuale ciclo di tariffe rappresenta un cambiamento verso segmenti più diversi dell'economia. A differenza dei cicli precedenti, che si sono concentrati principalmente sulle grandi industrie come l'acciaio, l'alluminio e le automobili, questa controversia si estende ai produttori più piccoli, ai marchi di beni di consumo, ai negozi al dettaglio e ai fornitori di materiali da costruzione.
I prossimi passi richiederanno probabilmente risposte giuridiche ed economiche da entrambe le parti, con la comunità commerciale globale che seguirà attentamente gli sviluppi.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore