Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha condannato l'arrivo di circa 50.000 immigrati a Ceuta in poche ore come "un attacco all'integrità territoriale della Spagna". Ha evitato di incolpare direttamente il Marocco, lodando invece la loro "cooperazione" negli sforzi di rimpatrio. Sánchez ha attribuito l'ondata a "letture interessate" di una sentenza della Corte Suprema da parte di organizzazioni di traffico di esseri umani, che ha affermato abbia portato a un afflusso di massa. La sentenza esclude alcuni scenari in cui agli stranieri potrebbe essere negato l'ingresso se non superano gli elementi di controllo di frontiera. Sánchez ha sottolineato i piani per installare boe deterrenti lungo la costa. Durante un incontro di coordinamento con il ministro degli Interni Fernando Grande-Marlaska e il presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas, ha evidenziato un calo sistematico dei flussi migratori irregolari negli ultimi anni, notando un calo del 36% nel 2026 rispetto al 2025.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la crisi dell'immigrazione attraverso una lente nazionalista, sottolineando le minacce alla sovranità spagnola e criticando la percezione della manipolazione delle decisioni legali da parte di reti criminali.





