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La peste nera ha devastato il mondo già 5.500 anni fa.
World🔬 Scienza15 gg fa

La peste nera ha devastato il mondo già 5.500 anni fa.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature rivela prove di focolai mortali di peste tra le comunità di cacciatori-raccoglitori 5.500 anni fa. I ricercatori hanno sequenziato il DNA dai resti umani trovati in quattro cimiteri vicino al lago Baikal nella Siberia orientale. Analizzando i dati genetici insieme ai reperti archeologici e alla datazione al radiocarbonio, hanno ricostruito come le diverse pestilenze hanno colpito le popolazioni della regione. L'autore principale, Eske Willerslev, suggerisce che la peste ha avuto origine nelle comunità di cacciatori-raccoglitori dell'Asia centrale e che i focolai di mortalità di massa erano probabilmente comuni, sfidando la nozione di

Circa 5.500 anni fa, nella regione che circonda il lago Baikal nella Siberia meridionale e nella Mongolia settentrionale, gruppi di esseri umani nomadi vivevano principalmente impegnati nella pesca, nella caccia e nella raccolta di frutti selvatici. Queste comunità erano ancora nel periodo paleolitico, non avendo ancora adottato l'agricoltura o insediandosi in città permanenti, che avevano iniziato ad emergere in Medio Oriente e si erano diffuse in tutta l'Europa.

Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, i ricercatori hanno identificato il più antico focolaio di peste conosciuto in questa zona. Il batterio responsabile, Yersinia pestis, mancava di alcuni tratti genetici che in seguito avrebbero contribuito alla sua alta virulenza, ma era ancora abbastanza potente da causare una significativa mortalità, in particolare tra i bambini. Questa scoperta è stata resa possibile attraverso l'analisi del DNA antico estratto dai denti di circa cinquanta resti umani, alcuni di oltre 5.500 anni, conservati in musei e istituzioni dagli anni '80 nell'ambito del Baikal Archaeology Project.

Ruairidh Macleod, ricercatore di DNA antico (paleogenomica) presso l'Università di Oxford e autore principale dello studio, ha evidenziato l'insolito modello di mortalità osservato nello specifico sito archeologico chiamato Ust.-Ida.

Gli archeologi sospettavano che l'antico DNA potesse fornire risposte a questo mistero. Esaminando le radici di ogni dente dai resti, furono in grado di estrarre e purificare il DNA. Le loro scoperte rivelarono che il 39% dei campioni conteneva tracce di *Yersinia pestis*, il batterio che causava la peste.

Eske Willerslev, professore presso le università di Copenaghen e Cambridge e autore senior dello studio, ha osservato che questa scoperta rappresenta il più antico genoma identificato della peste. In precedenza, i primi casi noti di peste erano stati trovati nel Nord Europa, ma risalgono solo a mezzo millennio più di recente.

La maggior parte degli studi precedenti del DNA antico si sono concentrati sulle popolazioni preistoriche europee. Il professor Willerslev ha sottolineato che c'erano motivi per credere che i grandi focolai di malattie infettive fossero più associati agli stili di vita agricoli neolitici piuttosto che alle società di cacciatori-raccoglitori. Tuttavia, i casi di peste scoperti qui differiscono in modo significativo: invece di incidenti isolati, rappresentano focolai genuini che colpiscono numerosi individui.

Solo la genetica, in particolare la paleogenomica sviluppata in questo secolo, poteva dare una risposta. Analizzando il genoma di *Y. pestis*, i ricercatori non hanno trovato un gene chiamato *ymt*. Questo gene ha introdotto le pulci nell'equazione, permettendo ai batteri di diffondersi in modo più efficace. Il serbatoio naturale dei batteri include diverse specie di roditori, suggerendo che la trasmissione iniziale probabilmente proveniva da questi animali prima di diffondersi agli esseri umani.

Nella regione intorno al lago Baikal, la presenza di *Yersinia pestis* è stata rilevata in 18 su 46 individui esaminati, indicando una prevalenza più elevata rispetto a quella osservata in alcuni siti di sepoltura medievali della peste. I ricercatori stimano che l'infezione corrisponda a due focolai distinti separati da diversi secoli. La capacità di correlare i modelli di infezione con il DNA delle vittime ha permesso agli scienziati di capire come la malattia ha colpito queste comunità in tempo reale, dipingendo un quadro vivido di come potrebbero essersi verificati i decessi.

Ad esempio, in un sito di sepoltura colpito dalla peste, tre ragazze di età compresa tra i quattro e i nove anni sono state sepolte insieme, con almeno due di loro parenti di terzo grado (probabilmente cugini). Questo suggerisce uno scenario in cui tre bambini della stessa famiglia sono morti nello stesso momento, data la datazione indistinguibile di ogni scheletro. In un'altra tomba contenente il DNA della malattia, un nipote e una zia sono stati sepolti insieme, entrambi infetti. In queste sepolture collettive, ci sono anche casi di fratelli (in un caso, un fratello e una sorella) sepolti contemporaneamente, anche se solo uno degli scheletri portava il DNA microbico.

Nei due cimiteri in cui il batterio della peste è stato rilevato più volte, c'è una chiara predominanza di bambini. La fascia di età più comune tra quelli sepolti si trova tra i sette e gli undici anni, mentre la fascia di 20-25 anni mostra il tasso di mortalità più basso in un cimitero, e non sono registrate sepolture di individui di età compresa tra i 20 e i 35 anni nell'altro. Inoltre, lo studio indica che le caratteristiche genetiche del ceppo potrebbero averlo reso più pericoloso per gli individui più giovani, un tratto assente nei ceppi contemporanei.

Questi risultati sfidano le ipotesi esistenti sulle origini e l'impatto precoce di uno dei patogeni più devastanti dell'umanità. Suggeriscono che la peste potrebbe essere originata in Asia centrale o nell'Asia nord-orientale e si è diffusa in tutto il continente eurasiatico. La scoperta evidenzia l'importanza di comprendere il contesto storico delle malattie e la loro evoluzione nel tempo, fornendo informazioni su come le società umane hanno interagito con gli agenti patogeni nel corso della storia.

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El País logoEl PaísIndipendente🔒CentroFattualità 90Obiettività 8516 gg fa
La prima peste apparve in Siberia 5.500 anni fa, uccidendo soprattutto bambini.

I ricercatori hanno scoperto il più antico focolaio di peste conosciuto nella regione intorno al lago Baikal in Siberia, risalente a circa 5.500 anni fa. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, indica che il batterio responsabile della peste mancava di alcuni dei geni che in seguito contribuirono alla sua alta virulenza, ma era ancora letale, in particolare per i bambini.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la ricerca scientifica senza un'aperta cornice ideologica. Si concentra sui risultati storici e biologici, utilizzando un linguaggio neutrale e citando fonti accademiche. Non vi è alcuna chiara enfasi sulle implicazioni politiche o prospettive partigiane.

Perché questi punteggi (Fattualità 90 · Obiettività 85): This article is highly accurate and well-aligned with the primary source. It presents the findings objectively, clearly distinguishing between what was discovered and what remains inferred. The language is neutral and informative.

N1 Slovenija logoN1 SlovenijaIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 8015 gg fa
Una nuova scoperta che cambia la comprensione di una delle malattie più letali della storia

Una nuova scoperta in Siberia suggerisce che la peste, causata dal batterio Yersinia pestis, potrebbe aver colpito le popolazioni umane molto prima di quanto si pensasse in precedenza.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i risultati scientifici senza un'aperta cornice ideologica, si concentra sulle implicazioni della scoperta per la comprensione storica della peste, citando ricerche peer-reviewed pubblicate su "Nature".

Perché questi punteggi (Fattualità 85 · Obiettività 80): This article closely aligns with the primary source, accurately reporting the discovery of the earliest known Yersinia pestis strains in Siberia. It presents the information neutrally, though it does emphasize the significance of the finding more than strictly necessary.

Folha de S.Paulo logoFolha de S.PauloIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 8016 gg fa
La prima epidemia di peste è avvenuta 5.500 anni fa e ha decimato i bambini, dice uno studio

Uno studio di ricerca pubblicato sulla rivista Nature rivela che il primo focolaio di peste noto si è verificato 5.500 anni fa nelle comunità di cacciatori-raccoglitori siberiani, con un impatto significativo sui bambini.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta le scoperte scientifiche senza un'aperta cornice ideologica. Si concentra sui modelli storici delle malattie e non prende posizione sulle questioni politiche contemporanee. Il linguaggio rimane neutrale, sottolineando la natura accademica della scoperta e le sue implicazioni per la comprensione della malattia.

Perché questi punteggi (Fattualità 85 · Obiettività 80): The article accurately summarizes the study's findings and provides proper attribution to the researchers involved. It maintains an objective tone throughout, though it occasionally emphasizes the historical impact of the discovery slightly more than strictly needed.

TVN24 logoTVN24IndipendenteCentroFattualità 80Obiettività 7515 gg fa
Doveva essere un po' più umana, e qui avrebbe potuto attaccare per la prima volta.

Uno studio recente ha rivelato che la prima epidemia di peste conosciuta si è verificata oltre cinquemila anni fa in Siberia, colpendo le comunità di cacciatori-raccoglitori intorno al lago Baikal. I ricercatori hanno analizzato il DNA di quattro siti di sepoltura e hanno identificato i ceppi più antichi noti di Yersinia pestis, il batterio responsabile della peste. I risultati suggeriscono che la malattia ha avuto origine in Asia centrale o nel nord-est asiatico, con le marmotte che fungevano da ospiti iniziali. Lo studio evidenzia anche che due terzi di coloro che sono morti avevano meno di 15 anni, indicando un alto tasso di mortalità tra bambini e adolescenti.

Lettura del bias (Centro): L'articolo tratta la ricerca scientifica su un'antica epidemia di peste, concentrandosi su dati storici e scoperte biologiche.

Perché questi punteggi (Fattualità 80 · Obiettività 75): The article provides accurate details about the study and its implications but includes some interpretive language suggesting the plague was 'particularly dangerous' for children, which is slightly inferential rather than explicitly stated in the primary source.

El Mundo logoEl MundoIndipendente🔒CentroFattualità 75Obiettività 7016 gg fa
La peste nera ha devastato il mondo già 5.500 anni fa.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature rivela prove di focolai mortali di peste tra le comunità di cacciatori-raccoglitori 5.500 anni fa. I ricercatori hanno sequenziato il DNA dai resti umani trovati in quattro cimiteri vicino al lago Baikal nella Siberia orientale. Analizzando i dati genetici insieme ai reperti archeologici e alla datazione al radiocarbonio, hanno ricostruito come le diverse pestilenze hanno colpito le popolazioni della regione. L'autore principale, Eske Willerslev, suggerisce che la peste ha avuto origine nelle comunità di cacciatori-raccoglitori dell'Asia centrale e che i focolai di mortalità di massa erano probabilmente comuni, sfidando la nozione di

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la ricerca scientifica senza un'aperta cornice ideologica, si concentra sui modelli storici delle malattie e non prende posizione sulle questioni politiche contemporanee.

Perché questi punteggi (Fattualità 75 · Obiettività 70): The article accurately reports the discovery of ancient plague DNA in Siberia but contains some speculative statements not directly supported by the primary source, such as the claim that the Black Death originated in Central Asian hunter-gatherer communities. The tone is somewhat sensationalized.

Proto Thema logoProto ThemaIndipendenteCentroFattualità 70Obiettività 6516 gg fa
Cacciatori che vivevano sul lago Baikal le vittime della prima epidemia di peste 5.500 anni fa

I ricercatori hanno scoperto antico DNA da resti umani trovati in quattro luoghi intorno al lago Baikal in Siberia, rivelando la presenza dei più antichi ceppi noti del batterio della peste Yersinia pestis. Questi risultati suggeriscono che le comunità di cacciatori-raccoglitori che vivevano nella regione circa 5.500 anni fa erano vittime di una prima epidemia di peste bubbonica, che era particolarmente mortale per bambini e adolescenti.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i risultati della ricerca scientifica senza apparenti inquadrature ideologiche e si concentra sulle scoperte archeologiche e biologiche senza implicazioni politiche o linguaggio parziale.

Perché questi punteggi (Fattualità 70 · Obiettività 65): The article is factually sound but lacks clarity due to incomplete translation and formatting issues. It also uses emotionally charged terms like 'trzebiła ludzkość' which introduces bias not present in the primary source.

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