La tempesta politica è scoppiata in Argentina dopo che la parlamentare dell'opposizione Marcela Pagano ha presentato accuse penali contro membri chiave del governo del presidente Javier Milei, accusandoli di aver sottratto quasi 4 miliardi di pesos di fondi pubblici. La controversia, che si è trasformata in un'amara guerra di parole e minacce legali, è incentrata sul luogo in cui si trovano i soldi in eccesso di un'asta di debito di luglio. Le accuse di Pagano hanno suscitato risposte acute dal ministro dell'Economia Luis Caputo e dallo stesso Milei, che ha preso i social media per attaccare la sua credibilità e accusarla di diffondere falsità.
La controversia iniziò durante una conferenza stampa quando Santiago Bausili, capo della banca centrale, fu interrogato sulla posizione dei fondi rimanenti da un'asta del debito del 29 luglio. La sua risposta, suggerendo che il denaro poteva essere trovato da qualche parte, anche se non specificò, fu presa da Pagano come prova di potenziali illeciti.
Caputo ha risposto rapidamente, negando qualsiasi atto illecito e affermando che i fondi erano completamente rintracciabili. Ha avvertito Pagano che avrebbe intentato una causa per diffamazione contro di lei e ha persino accennato a donare eventuali danni assegnati a un'istituzione di benessere pubblico. 8 miliardi di pesos in eccesso erano stati depositati in conti detenuti da banche commerciali, tra cui Banco Nación, per impedire un improvviso afflusso di denaro da picchiare i tassi di interesse. Questa spiegazione, tuttavia, ha fatto poco per calmare Pagano, che ha continuato a spingere per la responsabilità.
Le sue osservazioni suscitarono una rappresaglia immediata da parte di Pagano, che lanciò un violento assalto verbale sia a Caputo che a Milei. Chiamò Caputo un "ladro", "scagnozzo", "traditore" e "imbroglione", accusandolo di aver rubato oro durante la precedente amministrazione. Rivolgendosi a Milei, lo etichettò come un "megalomaniaco" e affermò che i suoi farmaci combinati con "Mango Loco" non funzionavano più, mentre lo accusava di aver distrutto 300.000 piccole imprese.
Pagano è entrata a far parte della legislatura nel 2023 come una delle figure di spicco del partito nella provincia di Buenos Aires, citando la pressione della pubblicità ufficiale nei media come motivo del suo cambiamento politico.
Nel frattempo, la disputa sui fondi mancanti continua a dominare i titoli, con entrambe le parti che si scambiano una retorica sempre più dura. Le accuse di Pagano non hanno preso di mira solo Caputo, ma hanno anche sollevato domande sulla trasparenza della gestione finanziaria sotto l'amministrazione di Milei. La situazione ha approfondito le divisioni all'interno del panorama politico argentino, con i sostenitori di entrambe le parti che si sono radunati dietro i rispettivi leader. Mentre il governo insiste che i fondi sono stati correttamente contabilizzati, Pagano e i suoi alleati rimangono non convinti, spingendo per audit indipendenti e una maggiore sorveglianza.
Mentre i procedimenti legali si svolgono, la battaglia per i 4 miliardi di pesos è diventata emblematica della più ampia lotta per la fiducia e la responsabilità nelle istituzioni pubbliche.
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