L'articolo discute le preoccupazioni per la crescente dipendenza di Israele dagli investimenti stranieri attraverso le obbligazioni israeliane per finanziare le operazioni militari nei territori palestinesi occupati, in particolare a Gaza. Dal 2022, il bilancio militare di Israele è raddoppiato, raggiungendo l'83% del suo PIL. Per facilitare la vendita di queste obbligazioni all'interno dell'Unione europea, l'Irlanda inizialmente ha permesso loro di entrare nei mercati dell'UE tramite la sua banca centrale. Tuttavia, dopo la pressione pubblica, Israele ha firmato un accordo di un anno con il Lussemburgo nel settembre 2025 per continuare a vendere le obbligazioni. La commissione di vigilanza finanziaria lussemburghese ha approvato questo, consentendo vendite in diversi paesi dell'UE. Gruppi della società civile e esperti legali hanno spinto a fermare il commercio, citando misure provvisorie emesse dalla Corte internazionale di giustizia all'inizio del 2024, che esortavano gli Stati a impedire il finanziamento di azioni che potrebbero contribuire al genocidio a Gaza. Recentemente il Lussemburgo ha rifiutato di rinnovare il suo accordo con Israele, lasciando l'Irlanda come garante della circolazione delle obbligazioni.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo utilizza un linguaggio morale e giuridico forte, come "genocidio" e "apartheid", e inquadra le spese militari di Israele come una violazione del diritto internazionale.




