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Bankitalia: stima crescita del Pil 2026 all’1% (0,9% corretto per giorni lavorativi)
Italy🏛️ PoliticaCentro7 h fa

Bankitalia: stima crescita del Pil 2026 all’1% (0,9% corretto per giorni lavorativi)

La Banca d'Italia stima che il PIL dell'Italia crescerà dello 0,9% nel 2026, rettificato per i giorni lavorativi, ma raggiungerà l'1% se non corretto, una cifra allineata con la stima del governo. Le proiezioni di crescita diminuiscono leggermente allo 0,7% nel 2027 e allo 0,8% nel 2028. Senza aggiustamenti per i giorni lavorativi, la crescita sarebbe rispettivamente superiore all'1,0%, 0,7% e 0,6% nel corso dei tre anni. La relazione evidenzia che la domanda esterna sosterrà l'attività economica, mentre la domanda interna affronta le sfide dell'aumento dei costi energetici e dell'aumento delle spese di finanziamento, che potrebbero frenare la spesa delle famiglie e gli investimenti aziendali. L'inflazione dovrebbe salire al 3,2% nel 2026, trainata dai prezzi dell'energia, prima di scendere al 2,4% nel 2027 e all'1,7% nel 2028. La banca centrale osserva l'incertezza intorno a queste previsioni, legate agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. I prezzi del petrolio sono previsti in media per barile nel 2026, con il gas naturale a €76 megawattora.

Italy's inflation rate surged to 4.2% year-on-year in September, according to data confirmed by the National Institute of Statistics (Istat). This marks the highest annual increase since September 2023. The monthly inflation rate stood at 0.7%, pushing the overall annual rate higher compared to August’s 3.3%. The acceleration in inflation was primarily driven by rising prices for energy goods, which increased from 17.1% to 22.6% annually. Prices for non-traded food items also rose significantly, climbing from 3.8% to 5.5% year-on-year. The so-called "shopping basket", comprising food, household care, and personal items, rose by 1.5% annually, up from 0.9% in August. High-frequency purchase products, such as groceries and everyday essentials, saw their annual growth rate rise from 4.3% to 5.2%. Energy prices continued to exert pressure on the economy. Regulated energy prices accelerated their annual growth to 25.8%, with city gas and regulated natural gas prices jumping from 31.0% to 47.0%. Diesel fuel for transport saw its annual price increase climb from 26.7% to 34.9%, while heating diesel prices rose from 31.8% to 38.5%. Electricity prices under regulated markets remained stable at 9.7%, whereas prices in free electricity markets climbed from 18.6% to 22.8%. Food prices showed mixed trends. Overall, food prices increased by 1.7% annually, up from 1.0% in August. Non-traded food items, including vegetables, tubers, bananas, and legumes, saw their prices jump from 4.0% to 8.5% annually. However, processed food prices declined slightly, falling from -0.4% to -0.6% annually. Service sector prices also contributed to inflation. Recreational, cultural, and personal care services increased by 2.9% annually, driven largely by accommodation services, which rose from 3.2% to 3.5%. Transport-related service prices increased from 0.8% to 1.6% annually, although air passenger transport prices fell from -11.5% to -6.1%. The core inflation rate, excluding volatile components such as energy and fresh food, reached 1.6%, up from 1.5%. The average annual inflation rate acquired in September, assuming the index remains constant for the remainder of the year, stands at 3.1%. This aligns with the International Monetary Fund’s recent estimate of 3.3% for Italy’s 2026 inflation rate. Rising living costs have pushed more Italians into food insecurity. Over four million individuals above the poverty threshold have reduced their spending on food, leading to lower quality and quantity of meals. According to Istat, family spending on food and non-alcoholic beverages increased to 552 euros per month in 2025, up from 533 euros in 2024. Despite this, nearly 29.4% of Italian families reported limiting their food expenditure, reducing either the amount or quality of purchased goods. Families in southern Italy allocate a larger share of their budget to food and non-alcoholic beverages, reaching 25.4% compared to 19.8% nationally. However, the increase in food spending was more pronounced in central and northern regions. Southern families, generally facing greater financial constraints, continue to prioritize essential goods over discretionary purchases. The rising cost of living has had a profound impact on households, particularly affecting younger generations, children, and teenagers. As essential expenses such as rent and utility bills consume a larger portion of family budgets, less money remains available for food, exacerbating existing challenges in accessing nutritious and sufficient meals.

Come è stato realizzato questo articolo. Notizie obiettive ha scritto questo articolo a partire da 3 articoli fonte, con una sintesi assistita dall'IA secondo la nostra metodologia. È un testo nostro, non la copia di una singola testata. Leggi la nostra metodologia.

Responsabile editoriale: Matej BašaHai notato un errore? Segnalalo

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Il Sole 24 Ore logoIl Sole 24 OreVicino a un partito🔒Centro7 h fa
Bankitalia: stima crescita del Pil 2026 all’1% (0,9% corretto per giorni lavorativi)

La Banca d'Italia stima che il PIL dell'Italia crescerà dello 0,9% nel 2026, rettificato per i giorni lavorativi, ma raggiungerà l'1% se non corretto, una cifra allineata con la stima del governo. Le proiezioni di crescita diminuiscono leggermente allo 0,7% nel 2027 e allo 0,8% nel 2028. Senza aggiustamenti per i giorni lavorativi, la crescita sarebbe rispettivamente superiore all'1,0%, 0,7% e 0,6% nel corso dei tre anni. La relazione evidenzia che la domanda esterna sosterrà l'attività economica, mentre la domanda interna affronta le sfide dell'aumento dei costi energetici e dell'aumento delle spese di finanziamento, che potrebbero frenare la spesa delle famiglie e gli investimenti aziendali. L'inflazione dovrebbe salire al 3,2% nel 2026, trainata dai prezzi dell'energia, prima di scendere al 2,4% nel 2027 e all'1,7% nel 2028. La banca centrale osserva l'incertezza intorno a queste previsioni, legate agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. I prezzi del petrolio sono previsti in media per barile nel 2026, con il gas naturale a €76 megawattora.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta le proiezioni statistiche di Bankitalia relative alla crescita del PIL e ai tassi di inflazione, utilizzando aggiustamenti tecnici come le correzioni per i giorni lavorativi.

ANSA logoANSAIndipendenteCentro10 h fa
Istat conferma, con l'energia l'inflazione a settembre vola al 4,2%

L'inflazione in Italia è aumentata del 4,2% su base annua nel mese di settembre, secondo i dati preliminari dell'Istat, segnando il livello più alto in tre anni. L'aumento è stato trainato dall'aumento dei prezzi dell'energia, che è cresciuto dal + 17,1% al + 22,6%, così come i prezzi degli alimenti non trasformati, che sono aumentati dal + 3,8% al + 5,5%. Il "carrello della spesa", che comprende alimenti, articoli per la casa e per la cura personale, ha registrato un aumento dell'1,5% su base annua, rispetto allo 0,9% di agosto. Anche i prezzi dei beni acquistati frequentemente sono aumentati più rapidamente, passando dal + 4,3% al + 5,2%.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i dati statistici dell'Istat senza un linguaggio apertamente parziale o un'enfasi selettiva, e riporta i dati sull'inflazione e i fattori che ne contribuiscono in modo neutrale, senza apparenti inquadramenti o difese ideologiche.

Il Sole 24 Ore logoIl Sole 24 OreVicino a un partito🔒Centro11 h fa
Istat conferma: l’inflazione a settembre balza al 4,2%

Nel mese di settembre, l'inflazione in Italia è aumentata dello 0,7% rispetto all'agosto e ha raggiunto il 4,2% su base annua, secondo i dati confermati dall'Istat. Ciò segna un aumento rispetto al tasso annuale del mese precedente del 3,3%. L'aumento dell'inflazione riflette le pressioni economiche in corso, probabilmente influenzate dalle tendenze del mercato globale e da fattori interni come i prezzi dell'energia e la dinamica della catena di approvvigionamento. I dati forniscono informazioni sulla situazione attuale dell'economia italiana e potrebbero influenzare le decisioni di politica monetaria. Le informazioni sono state pubblicate dall'Istat, l'istituto statistico nazionale.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta dati economici di fatto dell'Istat senza favorire apertamente alcuna prospettiva politica.

Il Fatto Quotidiano logoIl Fatto QuotidianoIndipendenteCentroieri
L’aumento di spese e bollette spinge la povertà alimentare: “Quattro milioni di italiani sopra la soglia hanno ridotto la spesa per prodotti da mettere in tavola”

L'aumento del costo della vita in Italia ha portato ad un aumento della povertà alimentare, con oltre 6,4 milioni di persone colpite nel 2024, tra cui molti che sono al di sopra della soglia di povertà. Nonostante una maggiore spesa complessiva per il cibo, le famiglie stanno riducendo sia la quantità che la qualità dei loro acquisti a causa di vincoli finanziari. L'Istituto nazionale italiano di statistica (Istat) riferisce che le spese alimentari sono aumentate del 3,6% nel 2025, trainate dall'inflazione. Tuttavia, quasi il 29,4% delle famiglie ha ridotto la spesa alimentare, optando spesso per alternative più economiche.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta dati statistici dell'Istat e di ActionAid, evidenziando le pressioni economiche sulle famiglie italiane senza apertamente favorire alcuna posizione politica, e discute l'impatto sociale più ampio dell'inflazione e dei costi alimentari senza assumere una chiara posizione ideologica.

Come l’ha coperta ogni schieramento

Lo stesso evento, raggruppato per l’orientamento politico delle testate che ne parlano.

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