L'articolo discute la connessione tra il calcio e le guerre jugoslave, concentrandosi sulla figura di Ratko Mladić, un criminale di guerra accusato di atrocità durante il conflitto. Rileva gli eventi storici che hanno portato al derby di Belgrado del 1990 tra Red Star e Partizan, dove i tifosi hanno mostrato striscioni in onore di Mladić e i giocatori sono rimasti in silenzio in suo onore. La narrazione collega questo evento a precedenti violenze, tra cui la partita del 1990 tra Dinamo Zagabria e Red Star che è stata interrotta da disordini. Il pezzo evidenzia il ruolo dei tifosi di calcio che si sono trasformati in soldati sotto figure come Željko Ražnatović, noto come 'Arkan', che è diventato un criminale di guerra. Fa riferimento a una famosa foto del giocatore del Dinamo Zvonimir Bobanović che attacca un ufficiale di polizia durante i disordini. L'articolo menziona anche il coinvolgimento di Ražnatović con il club di calcio FK Obilić e sua moglie Cecova Cec come presidente, prima della sua morte a L'Aia nel 2000 e il suo processo.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra le azioni di individui come Ratko Mladić e Željko Ražnatović come parte di un più ampio schema di violenza e crimini di guerra sanzionati dallo stato, sottolineando il loro ruolo nei conflitti jugoslavi.
Perché fattualità (20): This article contains significant inaccuracies and fabrications. It mentions a banner with Ratko Mladić, which is not referenced in the primary source. It also describes actions by fans and players that are not mentioned in the primary source. The article seems to conflate different historical event
Perché obiettività (5): The article has a strongly biased tone, focusing on a controversial historical figure and using emotive language to frame the event as part of a larger narrative of conflict and violence. This suggests a clear editorial stance rather than objective reporting.





