La raccolta fondi per il bambino rimasta orfano a causa di un'eccessiva velocità in una città polacca raggiunge 1 milione di zloty
Un bambino di otto mesi, Oliwier, è sopravvissuto a un tragico incidente a Cracovia, in Polonia, in cui i suoi genitori sono stati uccisi da un guidatore che guidava troppo veloce. L'incidente si è verificato il 22 agosto 2026, quando un uomo di 26 anni, Hubert B., ha colpito la coppia in via Solna, superando il limite di velocità di circa 40 km/h. Oliwier è stato ricoverato in ospedale con lesioni che richiedono cure mediche, anche se la sua condizione sta migliorando. Il caso ha scatenato l'indignazione pubblica e chiede un'applicazione più rigorosa contro la guida sconsiderata. Una campagna di raccolta fondi, avviata dai sostenitori, ha superato il suo obiettivo, raccogliendo oltre 1 milione di zloty (€ 231.000) per garantire il futuro di Oliwier. Il nonno del bambino ha confermato l'approvazione della famiglia della raccolta fondi e la custodia legale è stata trasferita all' zio di Oliwier.
Cracovia, la seconda città più grande della Polonia, ha ufficialmente revocato il divieto sui fuochi d'artificio a seguito di una sentenza del tribunale che ha dichiarato la misura invalida. La decisione è arrivata dopo che il consiglio comunale ha scelto di non fare appello contro una sentenza della Corte amministrativa provinciale, che ha ritenuto che il divieto superava l'autorità dei funzionari locali e violava i diritti costituzionali. La corte ha stabilito alla fine di giugno che il divieto, introdotto a novembre 2025, era sproporzionato e non necessario per proteggere la salute o la sicurezza pubblica.
Il divieto si applicava sia alle proprietà pubbliche che private, con esenzioni consentite solo durante le celebrazioni del nuovo anno del 2026.La città ha affermato che la misura era intesa a salvaguardare la vita, la salute e la pace dei residenti, citando preoccupazioni per il rumore, l'inquinamento atmosferico e il potenziale danno agli esseri umani e agli animali. Alcuni membri del consiglio hanno anche evidenziato la necessità di proteggere i gruppi vulnerabili come i veterani della seconda guerra mondiale e i rifugiati ucraini, che potrebbero soffrire di traumi legati ai rumori forti.
Il governatore provinciale, Krzysztof Klęczar, ha contestato il divieto, sostenendo che violava le libertà costituzionali e ostacolava le imprese locali. Ha sostenuto che le restrizioni non erano proporzionali e non riuscivano a giustificare la perdita di libertà personali o attività economica. L'Associazione degli importatori e distributori di pirotecnica, rappresentata da Marta Smolińska, ha condannato il divieto come una "soluzione estrema" che avrebbe avuto un impatto negativo sull'industria.
I parchi nazionali in Polonia hanno anche esortato i cittadini a evitare di usare fuochi d'artificio durante la vigilia di Capodanno per evitare di disturbare la fauna selvatica, che può emergere dall'ibernazione a causa di un rumore improvviso. La sentenza del tribunale ha fatto eco a queste preoccupazioni, sottolineando che la città non aveva l'autorità di imporre tali ampie restrizioni e che le misure non erano giustificate dalle leggi esistenti. La corte ha specificamente osservato che non c'era alcuna necessità di proteggere la salute o la sicurezza pubblica attraverso il divieto e che le restrizioni andavano oltre la portata del governo locale. La sentenza ha anche imposto a Cracovia di coprire i costi legali associati al caso.
Nonostante la decisione del tribunale, la questione rimane controversa a livello nazionale. Nel 2021, la Coalizione Civica, che in seguito è diventata il partito di governo della Polonia, ha proposto una legge nazionale per vietare i fuochi d'artificio, citando l'angoscia e persino le morti di animali domestici e selvatici causati da rumori forti. Mentre la proposta non è passata in legge, riflette il dibattito in corso sull'equilibrio tra sicurezza pubblica e libertà individuali. Con l'attuale divieto revocato, il futuro dei fuochi d'artificio a Cracovia rimane incerto. Le autorità locali possono considerare misure alternative per affrontare le preoccupazioni sul rumore e l'inquinamento, mentre le imprese e i gruppi di difesa continuano a spingere per approcci più sfumati.
Con l'avanzare della città, l'attenzione probabilmente si spingerà verso l'istruzione e la regolamentazione piuttosto che verso il divieto assoluto. Per ora, la decisione segna un chiaro rovesciamento della politica, guidata dall'intervento giudiziario e dal riconoscimento dei limiti dell'autorità locale.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore