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KPMG ritiene che l'uso sofisticato dell'IA sia ancora raro
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KPMG ritiene che l'uso sofisticato dell'IA sia ancora raro

Un recente studio di KPMG, condotto in collaborazione con l'Università del Texas ad Austin, rivela che solo il 5 per cento degli utenti di IA dimostra comportamenti sofisticati di IA. Il rapporto evidenzia un divario significativo tra l'accessibilità dell'IA e la competenza organizzativa nell'utilizzare capacità avanzate di IA. KPMG sta ristrutturando i suoi team fiscali per incorporare tre livelli di esperienza di IA: utenti avanzati, produttori che sviluppano strumenti di IA riutilizzabili e costruttori che implementano queste soluzioni in modo ampio. I risultati sottolineano le sfide che le organizzazioni affrontano nello sviluppo delle competenze, dei processi e del giudizio necessari per sfruttare efficacemente le tecnologie di IA.

Un recente studio di KPMG rivela che, nonostante il crescente interesse e gli investimenti nell'intelligenza artificiale, solo una piccola parte degli utenti dimostra capacità avanzate nell'utilizzo della tecnologia. Secondo i risultati condivisi da Rema Serafi, vicepresidente per la tassazione di KPMG LLP, solo il 5% degli utenti mostra costantemente comportamenti AI altamente sofisticati. Questa intuizione arriva in mezzo a discussioni in corso su come le imprese possono integrare l'IA nelle loro operazioni in modo efficace. La ricerca, condotta in collaborazione con l'Università del Texas ad Austin, evidenzia una chiara divisione tra la disponibilità di strumenti di IA e la capacità degli utenti di sfruttarli con competenza.

Mentre le funzioni di base dell'IA come la sintesi di documenti o la risposta a domande semplici stanno diventando comuni, le applicazioni più complesse rimangono rare. Questi usi avanzati comportano il trattamento dell'IA come uno strumento collaborativo piuttosto che una semplice utilità, consentendo agli utenti di impegnarsi in un pensiero analitico e strategico più profondo. Serafi ha spiegato che gli utenti di IA sofisticati si avvicinano alla tecnologia come un partner di pensiero, utilizzandola per esplorare nuove idee, testare teorie e perfezionare il loro ragionamento. Questi individui forniscono ai sistemi di IA un contesto, vincoli e obiettivi dettagliati, consentendo loro di gestire compiti complessi in più fasi in modo efficiente.

Tali capacità si estendono oltre l'elaborazione di routine per comprendere aree come l'analisi dei dati, la risoluzione dei problemi, l'orientamento tecnico e l'innovazione. KPMG sta attivamente adattando le sue strutture interne per adattarsi meglio a queste dinamiche in evoluzione dell'IA. L'azienda sta ristrutturando i suoi team fiscali per incorporare tre categorie distinte di competenze AI: utenti potenti, produttori e costruttori. Gli utenti potenti sono coloro che interagiscono frequentemente con gli strumenti di IA, mentre i produttori si concentrano sulla creazione di prompt, flussi di lavoro e agenti riutilizzabili. I costruttori, d'altra parte, traducono questi concetti in soluzioni scalabili applicabili in tutta l'organizzazione.

Questo cambiamento riflette la strategia più ampia di KPMG per incorporare l'IA all'interno dei suoi quadri operativi. Serafi ha sottolineato che l'obiettivo non è semplicemente quello di adottare l'IA ma di garantire che migliori le capacità umane piuttosto che sostituirle. Delegando compiti ripetitivi e orientati ai processi all'IA, i professionisti possono concentrarsi su attività di valore più elevato come interpretare i dati, sfidare le ipotesi, gestire i rischi e identificare le opportunità di business. I risultati sottolineano una sfida critica che le organizzazioni devono affrontare oggi: la disparità tra accesso tecnologico e applicazione pratica.

Mentre gli strumenti di IA stanno diventando sempre più accessibili, lo sviluppo delle competenze, dei processi e del giudizio necessari per utilizzarli efficacemente è in ritardo. Questo divario rappresenta sia un'opportunità che un ostacolo per le aziende che mirano a sfruttare appieno il potenziale dell'IA. Gli esperti suggeriscono che il superamento di questa sfida richiede un approccio multiforme. Le aziende devono investire in programmi di formazione che forniscano ai dipendenti le conoscenze e le competenze necessarie per navigare nelle tecnologie di IA. Inoltre, è essenziale promuovere una cultura che incoraggi la sperimentazione e l'apprendimento dai fallimenti.

Le organizzazioni dovrebbero inoltre stabilire solidi quadri di governance per gestire i rischi associati all'implementazione dell'IA, garantendo nel contempo che siano affrontate considerazioni etiche. Mentre la conversazione sull'integrazione dell'IA continua, i leader del settore stanno esplorando modi per colmare il divario di competenza. Le prossime discussioni, compresi i webinar ospitati da Newsweek, mirano a approfondire queste sfide e condividere approfondimenti sulle migliori pratiche. Gli argomenti vanno dalla trasformazione di industrie legacy attraverso l'IA alla costruzione di ospedali intelligenti che utilizzano strategie digitali integrate.

Queste iniziative evidenziano l'importanza della collaborazione tra tecnici, imprenditori e responsabili politici per plasmare un futuro in cui l'intelligenza artificiale funge da catalizzatore per l'innovazione e la crescita.

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KPMG ritiene che l'uso sofisticato dell'IA sia ancora raro

Un recente studio di KPMG, condotto in collaborazione con l'Università del Texas ad Austin, rivela che solo il 5 per cento degli utenti di IA dimostra comportamenti sofisticati di IA. Il rapporto evidenzia un divario significativo tra l'accessibilità dell'IA e la competenza organizzativa nell'utilizzare capacità avanzate di IA. KPMG sta ristrutturando i suoi team fiscali per incorporare tre livelli di esperienza di IA: utenti avanzati, produttori che sviluppano strumenti di IA riutilizzabili e costruttori che implementano queste soluzioni in modo ampio. I risultati sottolineano le sfide che le organizzazioni affrontano nello sviluppo delle competenze, dei processi e del giudizio necessari per sfruttare efficacemente le tecnologie di IA.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un'analisi fattuale delle tendenze di adozione dell'IA e della prontezza organizzativa senza favorire apertamente alcuna ideologia politica. Si concentra sulle strategie aziendali e sulle sfide tecnologiche piuttosto che sulle questioni di partito, mantenendo un tono equilibrato.

Perché fattualità (60): The article mentions KPMG's study on AI use but does not provide full details of the study's findings or methodology. It references the primary source document but lacks specific information about the 1.4 million interactions or the key distinctions between routine and sophisticated AI use. The arti

Perché obiettività (80): The article maintains a neutral tone and presents the study without overt bias. However, it includes promotional content about upcoming webinars and newsletters, which may slightly skew the focus away from purely reporting the study findings.

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