Kozo Okamoto, un militante giapponese coinvolto nell'attacco del 1972 all'aeroporto di Tel Aviv che uccise 26 persone, morì a Beirut all'età di 78 anni. L'attacco, attribuito all'Armata Rossa giapponese e al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP), fu un attacco di ritorsione contro un raid dei commando israeliani sull'aeroporto di Beirut nel 1968. Okamoto trascorse 12 anni in custodia israeliana prima di essere rilasciato nel 1985 durante uno scambio di prigionieri. Dopo aver ottenuto asilo politico in Libano, visse sotto la protezione di gruppi palestinesi fino alla sua morte. Il PFLP ha elogiato la sua dedizione alla causa palestinese, riferendosi a lui come "Ahmad il giapponese".
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra le azioni di Okamoto nel contesto della lotta palestinese, sottolineando il suo impegno per la causa e descrivendo il suo coinvolgimento nell'attacco del 1972 come un atto giustificato di resistenza.



