Il progetto è stato sviluppato dai direttori del centro, Angela Ferri e Marco Macis, con il supporto dello chef Alessandro Marsili e di due cuochi del centro. Il ristorante funge sia da spazio gastronomico che da piattaforma di scambio culturale, sfidando gli stereotipi sui centri migranti trasformandoli in spazi di dialogo interculturale. Il nome "Koiné" si riferisce a un linguaggio comune che unisce culture diverse attraverso la comunicazione, qui simboleggiata dall'armonia dei sapori nel cibo servito.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una visione equilibrata dell'iniziativa, sottolineando i suoi obiettivi di integrazione sociale e il suo significato culturale senza favorire apertamente alcuna posizione politica.





