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Il futuro del Kazakistan dopo le elezioni: Russia, UE o Cina
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Il futuro del Kazakistan dopo le elezioni: Russia, UE o Cina

Il Kazakistan terrà le elezioni parlamentari il 23 agosto 2024, in seguito all'adozione di una nuova costituzione. L'organo legislativo passerà da un sistema bicamerale a un sistema monocamerale, con 145 membri eletti attraverso liste di partito. Sette partiti registrati, tra cui il partito Adilet al potere, sono idonei a partecipare. Gli esperti suggeriscono che il partito al potere dovrebbe dominare i risultati, con poche possibilità di una vera rappresentanza dell'opposizione. I cambiamenti mirano a consolidare il potere del presidente Kassym-Jomart Tokayev, consentendogli di cercare la rielezione nel 2029 e ridurre l'influenza dell'ex leader Nursultan Nazarbayev. I critici sostengono che la nuova costituzione limita la scelta politica eliminando le candidature indipendenti e riducendo la sorveglianza parlamentare. Gli analisti osservano che è improbabile che le istituzioni dell'Unione europea rispondano in modo significativo a questi sviluppi a fronte di considerazioni geopolitiche più ampie.

Le prossime elezioni parlamentari in Kazakistan, fissate per il 23 agosto, segnano un momento cruciale nel panorama politico della nazione dopo l'adozione di una nuova costituzione. L'organo legislativo passerà da un sistema bicamerale a un'assemblea monocamerale conosciuta come Kurultai, con i cittadini che votano per 145 membri attraverso liste di partito. Sette partiti registrati, tra cui il partito al potere Adilet, che significa "Giustizia", sono idonei a partecipare. Tuttavia, gli analisti suggeriscono che il partito al governo, sostenuto dal presidente Kassym-Jomart Tokayev, è pronto a dominare i risultati, rafforzando la sua presa sul potere.

La transizione a un parlamento monocamerale si allinea con le modifiche costituzionali promulgate all'inizio di quest'anno, che consentono a Tokayev di cercare un altro mandato presidenziale di sette anni nel 2029. Queste riforme hanno attirato l'attenzione per il loro potenziale di centralizzare l'autorità all'interno della presidenza, riducendo l'influenza dell'ex leader, Nursultan Nazarbayev, che ha governato dal 1991 al 2019. Secondo gli esperti, la nuova struttura mira a semplificare la governance sotto la guida di Tokayev, riducendo i controlli e gli equilibri all'interno del legislatore. Il professor Luca Anceschi dell'Università di Glasgow osserva che è improbabile che il nuovo parlamento serva come una vera piattaforma per le voci dissidenti.

L'assemblea continuerà a funzionare come uno strumento per il regime, riflettendo le sue priorità piuttosto che offrire una rappresentanza indipendente. allo stesso modo, Stefan Meister del Consiglio tedesco per le relazioni estere (DGAP) ritiene che il dominio del partito al potere sia evidente nei recenti sondaggi d'opinione e che le elezioni servano a consolidare il potere di Tokayev. Zauresh Battalova, un ex senatore kazakhstanese diventato capo di una ONG, evidenzia le preoccupazioni per l'accorciamento delle scelte politiche.

Questo sistema limita la presenza di una vera opposizione e limita le opzioni degli elettori, secondo Battalova, che sottolinea l'importanza della supervisione parlamentare e dell'autonomia. Nonostante questi sviluppi, le risposte europee all'evolversi del clima politico in Kazakistan rimangono silenziose. Sia Meister che Anceschi sostengono che l'Unione europea e i suoi Stati membri sono meno inclini a criticare le nazioni dell'Asia centrale a causa degli interessi strategici nelle rotte commerciali regionali e nell'accesso alle risorse. Suggeriscono che i gruppi della società civile, il Parlamento europeo o il Consiglio d'Europa potrebbero prendere atto, ma un'azione più ampia dell'UE sembra improbabile.

Il cambiamento nella politica europea avviene nel contesto del conflitto in corso in Ucraina, che ha spinto una posizione più pragmatica nei confronti dell'Asia centrale. Mentre l'UE continua a monitorare le questioni dei diritti umani, la sua attenzione si è spostata verso i partenariati economici e la sicurezza energetica, riducendo l'impegno diretto con le dinamiche politiche interne in paesi come il Kazakistan.

Le prossime elezioni sottolineano una più ampia tendenza alla centralizzazione politica in Kazakistan, con l'amministrazione di Tokayev che cerca di consolidare il controllo attraverso riforme costituzionali e meccanismi elettorali.

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Il futuro del Kazakistan dopo le elezioni: Russia, UE o Cina

Il Kazakistan terrà le elezioni parlamentari il 23 agosto 2024, in seguito all'adozione di una nuova costituzione. L'organo legislativo passerà da un sistema bicamerale a un sistema monocamerale, con 145 membri eletti attraverso liste di partito. Sette partiti registrati, tra cui il partito Adilet al potere, sono idonei a partecipare. Gli esperti suggeriscono che il partito al potere dovrebbe dominare i risultati, con poche possibilità di una vera rappresentanza dell'opposizione. I cambiamenti mirano a consolidare il potere del presidente Kassym-Jomart Tokayev, consentendogli di cercare la rielezione nel 2029 e ridurre l'influenza dell'ex leader Nursultan Nazarbayev. I critici sostengono che la nuova costituzione limita la scelta politica eliminando le candidature indipendenti e riducendo la sorveglianza parlamentare. Gli analisti osservano che è improbabile che le istituzioni dell'Unione europea rispondano in modo significativo a questi sviluppi a fronte di considerazioni geopolitiche più ampie.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra le elezioni come un consolidamento del potere sotto il presidente Tokayev, sottolineando la mancanza di una vera opposizione e l'indebolimento delle libertà politiche.

Perché fattualità (85): The article provides accurate information about the upcoming parliamentary elections in Kazakhstan, the transition to a single-chamber system, and the constitutional changes allowing Tokayev to run again in 2029. It cites expert opinions that align with the general consensus found in other sources r

Perché obiettività (75): The article presents the situation in a largely neutral manner but leans slightly toward acknowledging the lack of genuine opposition and the consolidation of power under Tokayev. While it quotes experts, the overall framing emphasizes the limited nature of the election process, which may subtly sug

Come l’ha coperta ogni schieramento

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