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Il governo italiano paga un risarcimento a una donna perche' un procuratore ha sostenuto che e' normale che sia stata violentata da un ex partner.
HU🏛️ PoliticaTendenza progressista12 h fa

Il governo italiano paga un risarcimento a una donna perche' un procuratore ha sostenuto che e' normale che sia stata violentata da un ex partner.

La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha ordinato allo stato italiano di pagare un risarcimento a una donna, Audrey Ubeda, le cui accuse di abusi sessuali da parte del suo ex partner sono state respinte da un avvocato che ha affermato che era "normale" che gli uomini superassero la resistenza delle donne "stanche". La corte ha stabilito che questi commenti rafforzavano gli stereotipi sessisti, banalizzavano la violenza sessuale e esponevano la vittima a ulteriori vittimizzazioni secondarie. Il caso risale all'aprile 2021, quando Ubeda ha denunciato il suo ex partner per abusi fisici ed emotivi, comprese le minacce con un coltello. Il procuratore ha inizialmente respinto il caso, sostenendo che il presunto abuso era semplicemente disciplinare e entro i limiti dell'autorità genitoriale. La CEDU ha riscontrato che l'Italia non ha fornito un'indagine tempestiva, approfondita ed efficace sui casi di violenza domestica. L'uomo è stato condannato a quattro anni e mezzo di prigione, ma attualmente sta facendo appello. La CEDU ha concesso circa 60.000 euro in danni a Ubeda e ai suoi figli, che vivevano in un rifuglio da tre anni.

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444.hu logo444.huIndipendenteProgressista12 h fa
La Corte di Strasburgo ha dichiarato che László Kövér ha ingiustamente multato Szabó Tímea con 10 milioni di forint.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che il presidente László Kövér ha ingiustamente punito il deputato Tímea Szabó riducendogli lo stipendio di oltre 9,6 milioni di forint nel 2021. La punizione era legata a un incidente durante una sessione parlamentare in cui Szabó ha protestato contro i presunti legami di Fidesz con la Cina visualizzando uno striscione con la bandiera cinese e lo slogan "Fidesz". La corte ha stabilito che Kövér ha violato i diritti di Szabó ai sensi dell'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che garantisce la libertà di espressione. La sentenza afferma che la pena era sproporzionata e non necessaria in una società democratica e richiede all'Ungheria di rimborsare l'intero importo entro tre mesi.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo presenta la sentenza come una vittoria per i diritti umani e i valori democratici, sottolineando l'illegalità delle azioni di Kövér, evidenziando la critica della Corte europea alle procedure parlamentari ungheresi e sottolineando la violazione delle libertà fondamentali.

Telex logoTelexIndipendenteProgressista20 h fa
Il governo italiano paga un risarcimento a una donna perche' un procuratore ha sostenuto che e' normale che sia stata violentata da un ex partner.

La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha ordinato allo stato italiano di pagare un risarcimento a una donna, Audrey Ubeda, le cui accuse di abusi sessuali da parte del suo ex partner sono state respinte da un avvocato che ha affermato che era "normale" che gli uomini superassero la resistenza delle donne "stanche". La corte ha stabilito che questi commenti rafforzavano gli stereotipi sessisti, banalizzavano la violenza sessuale e esponevano la vittima a ulteriori vittimizzazioni secondarie. Il caso risale all'aprile 2021, quando Ubeda ha denunciato il suo ex partner per abusi fisici ed emotivi, comprese le minacce con un coltello. Il procuratore ha inizialmente respinto il caso, sostenendo che il presunto abuso era semplicemente disciplinare e entro i limiti dell'autorità genitoriale. La CEDU ha riscontrato che l'Italia non ha fornito un'indagine tempestiva, approfondita ed efficace sui casi di violenza domestica. L'uomo è stato condannato a quattro anni e mezzo di prigione, ma attualmente sta facendo appello. La CEDU ha concesso circa 60.000 euro in danni a Ubeda e ai suoi figli, che vivevano in un rifuglio da tre anni.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la questione attraverso la lente della violenza di genere e evidenzia i fallimenti sistemici del sistema giudiziario italiano, in particolare il ruolo dei pubblici ministeri nel minimizzare le aggressioni sessuali.

444.hu logo444.huIndipendenteCentro21 h fa
Il governo italiano paga un risarcimento a una donna perche' un procuratore ha trovato normale che il suo compagno la violentasse.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha ordinato all'Italia di pagare un risarcimento a una donna francese che ha affermato che il suo ex partner italiano l'aveva aggredita sessualmente più volte. Il caso è stato inizialmente respinto da un procuratore che ha descritto la presunta violenza sessuale come "normale" per gli uomini per superare la resistenza di una donna quando è stanca. La corte ha criticato questa dichiarazione come sessista e minimizzando la violenza domestica, che ha portato a un'ulteriore vittimizzazione della donna. La corte ha anche rilevato che il sistema giudiziario italiano non è riuscito a fornire un'indagine tempestiva ed efficace sul caso, come richiesto dagli standard internazionali per i casi di violenza domestica. La donna, Audrey Ubeda, ha denunciato l'abuso nel 2021 ma ha affrontato sfide significative per ottenere un adeguato supporto legale. L'Italia è stata condannata a pagare circa € 60.000 in risarcimento a Ubeda e ai suoi due figli, che hanno vissuto in un rifugio per tre anni. La sentenza ha evidenziato i fallimenti sistemici nella protezione delle vittime di violenza domestica.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto fattuale della decisione della corte e non mostra un chiaro pregiudizio verso nessuna delle due parti.

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