La Corte penale internazionale (ICC) ha rimosso il suo procuratore capo, Karim Khan, a seguito di accuse di cattiva condotta sessuale. Khan, che ha guidato la corte dal 2021, è stato sospeso nel giugno 2026 in attesa del risultato di procedimenti disciplinari. La sua rimozione segna la prima volta nella storia della ICC che un procuratore capo in carica è stato espulso dalla carica. Le accuse coinvolgono una giovane impiegata nell'ufficio di Khan, con la donna che si identifica come Sarah in una recente intervista alla CNN.
Khan ha costantemente negato le accuse, e il suo team legale ha criticato il processo come legalmente difettoso e carente di prove sufficienti. Il voto per rimuovere Khan si è svolto in mezzo alla controversia in corso che circonda il suo ruolo nell'emissione di mandati d'arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant.
Come sindaco, Mamdani ha riconosciuto che la città non aveva l'autorità per far rispettare il mandato, ma ha esortato il governo federale ad agire. Questa dimensione politica ha aumentato la pressione sulla CPI, già sotto esame per le sue operazioni e la sua legittimità.
L'organo di sorveglianza del tribunale ha concluso che Khan si era comportato in modo scorretto, anche se i dettagli dei risultati rimangono poco chiari. Il caso coinvolge presunte accuse di condotta sessuale non consensuale con un'aiutante femminile, che Khan non ha nominato pubblicamente. La donna, identificata come Sarah, ha parlato in un'intervista alla CNN, sottolineando la mancanza di consenso a causa della dinamica di potere nella loro relazione. Il team legale di Khan si è fortemente opposto alla decisione, sostenendo che il processo ha violato il giusto processo e non è stato supportato da prove credibili.
Tayab Ali, partner di Bindmans LLP e capo del team legale di Khan, ha dichiarato che l'Assemblea degli Stati Parte ha ignorato le preoccupazioni sollevate da oltre 180 organizzazioni non governative e avvocati internazionali di alto livello.
La CPI, con sede a L'Aia, nei Paesi Bassi, è stata istituita ai sensi dello Statuto di Roma per perseguire individui per genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità e crimini di aggressione quando i tribunali nazionali non agiscono. Il mandato di Khan come procuratore capo ha portato acclamazioni e polemiche, in particolare per il suo perseguimento di casi di alto profilo che coinvolgono leader globali. La sua rimozione solleva domande sulla governance interna della corte e sulla sua capacità di mantenere la credibilità in mezzo a dinamiche politiche complesse.
La tempistica dell'espulsione di Khan coincide con questo più ampio contesto geopolitico, aggiungendo livelli di complessità alle attuali sfide della Corte. La CPI affronta crescenti pressioni per affrontare le questioni interne pur mantenendo il suo ruolo nella giustizia internazionale. Con la partenza di Khan, la Corte deve ora navigare nella transizione della leadership e garantire la continuità delle sue indagini. Le accuse contro Khan, sia provate o meno, hanno messo la CPI in una posizione precaria, che richiede un'attenta gestione per preservare la sua reputazione ed efficacia.
I prossimi passi della corte includeranno probabilmente la nomina di un nuovo procuratore capo e la risoluzione delle controversie procedurali che hanno circondato la rimozione di Khan.
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