Alla fine di giugno 2026, il cardinale Vinko Bokalič Iglič, un cardinale sloveno di origine argentina, fece una breve visita in Slovenia durante i suoi viaggi tra l'Argentina e Roma. Il suo viaggio coincise con i preparativi per un significativo incontro vaticano noto come consistorio, in cui i cardinali discuteranno questioni della chiesa globale, tra cui il ruolo dell'intelligenza artificiale, la vita della chiesa locale e il processo sinodale.
La visita è stata descritta dal sacerdote locale, Igor Dolinšek, che è imparentato con il cardinale, come un'occasione personale e significativa per entrambe le parti.
Il cardinale Bokalič, originario del nord dell'Argentina, in particolare di Santiago del Estero, è stato arcivescovo di una diocesi di dimensioni paragonabili a sei province slovene, ma con un numero di sacerdoti significativamente inferiore.
Durante la messa a Lubiana-Koseze, il cardinale Bokalič ha parlato delle sue esperienze e riflessioni, tracciando paralleli con la lettura del Vangelo del giorno, che enfatizzava il coraggio di fronte alla paura.
La relazione tra il cardinale Bokalič e il sacerdote Dolinšek si è sviluppata in un regolare scambio di informazioni e supporto. Hanno concordato di incontrarsi ogni volta che fosse possibile, in Slovenia o a Roma, a seconda del programma del cardinale. Data la distanza tra le loro rispettive case, Dolinšek viaggia spesso 800 chilometri per incontrarlo, mentre il cardinale copre molte più miglia. Il loro collegamento è particolarmente prezioso poiché sono tra i pochi membri della famiglia del cardinale che vivono in Slovenia, offrendo supporto reciproco e approfondimento della vita e del lavoro di ciascuno.
Il cardinale Bokalič ha condiviso dettagli sulle sue origini, sottolineando che proviene da una famiglia numerosa di cinque figli, uno dei quali è anche prete. Ha lasciato la Slovenia all'età di 18 anni per studiare teologia e si è unito ai Lazaristi, un ordine religioso dedicato all'istruzione e al lavoro missionario. Ha reso omaggio a Petar Opeka, un altro Lazarista sloveno, evidenziando la lunga tradizione dei missionari sloveni in tutto il mondo. Si è descritto come un missionario, sottolineando che la chiamata del clero sloveno è sempre stata quella di servire la pace e il Regno di Dio, incoraggiando gli altri a pregare per questi ideali.
La visita del cardinale in Slovenia ha sottolineato i profondi legami tra la diaspora slovena in Argentina e la loro patria. Nonostante sia lontano da casa, ha espresso un forte senso di identità radicato nel suo patrimonio sloveno e nella più ampia missione della Chiesa. Il suo viaggio riflette gli sforzi continui della Chiesa cattolica per mantenere i legami con le sue diverse comunità in tutto il mondo, assicurando che la guida spirituale e il sostegno raggiungano tutti gli angoli del globo.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 5 €/mese.
Diventa sostenitore