I Balcani occidentali si trovano in un momento critico in cui il cambiamento climatico si è evoluto da una sfida ambientale a una questione fondamentale di sopravvivenza economica e di sviluppo futuro per l'intera regione.
Attraverso sforzi di collaborazione tra le élite accademiche di Belgrado, Tirana, Novi Sad e Skopje, si stanno elaborando soluzioni per trasformare le aziende agricole familiari vulnerabili in attori competitivi sul mercato europeo, trasformando i rischi ecologici in una crescita economica stabile.
In una recente sessione di conferenza incentrata sui cambiamenti climatici e sull'economia verde, il dottor Imami ha sottolineato che la più grande sfida per i paesi dei Balcani occidentali è affrontare il cambiamento climatico affrontando contemporaneamente questioni strutturali a lungo termine come la bassa produttività, le aziende agricole frammentate, lo spopolamento e le risorse finanziarie limitate.
In qualità di rappresentante dell'Università Agricola di Tirana, il dottor Imami ha valutato l'impatto dei cambiamenti climatici sul settore agricolo all'interno della regione. Ha notato che i cambiamenti climatici già influenzano l'agricoltura attraverso siccità più frequenti, condizioni meteorologiche estreme e maggiori rischi di produzione. Le piccole aziende agricole familiari, che dominano la regione, sono particolarmente vulnerabili.
La collaborazione accademica regionale è stata sottolineata come essenziale per affrontare le sfide ecologiche che trascendono i confini nazionali. I paesi dei Balcani occidentali affrontano sfide simili e possono trarre notevole beneficio dallo scambio di esperienze, risultati di ricerca e insegnamenti acquisiti nella creazione di politiche. La ricerca congiunta e le iniziative transfrontaliere possono contribuire allo sviluppo di risposte più efficaci e meglio coordinate ai problemi ecologici comuni.
In qualità di membro del comitato consultivo della conferenza, il dottor Imami ha delineato gli argomenti chiave per rendere l'economia verde uno dei pilastri centrali della terza conferenza BAAE. Ha sottolineato che l'economia verde non riguarda solo la protezione dell'ambiente, ma anche lo sviluppo. Ha un'importanza significativa nel contesto dell'integrazione europea, che rappresenta uno degli obiettivi strategici chiave per i paesi dei Balcani occidentali.
Tra le misure pratiche e applicabili proposte dai panelisti vi erano investimenti mirati nell'adattamento al clima, il rafforzamento dei servizi di consulenza agricola, il miglioramento della raccolta e dello scambio di dati e il sostegno alle innovazioni intelligenti per il clima.
La ricerca presentata alla conferenza mira ad andare oltre i circoli accademici e ad essere applicata nella pratica.In particolare, questi studi possono aiutare i governi dei paesi dei Balcani occidentali a prendere decisioni meglio informate in merito alle politiche sul cambiamento climatico.Ad esempio, gli studi sulla vulnerabilità climatica e sulle capacità di adattamento possono aiutare i governi a identificare le priorità e allocare in modo più efficace le risorse disponibili.
Nel frattempo, il segretario generale del Consiglio per la cooperazione regionale (RCC), Amer Kapetanović, ha dichiarato che i Balcani occidentali hanno bisogno di un percorso credibile e equo verso l'adesione all'UE, ma questa credibilità deve essere accompagnata da risultati concreti.
Ha sottolineato che gli impegni politici devono tradursi in riforme, investimenti, una più forte cooperazione regionale e benefici tangibili per i cittadini.In un mondo sempre più diviso e incerto, il completamento del progetto europeo comporta l'inclusione dei Balcani occidentali nella famiglia europea.Il forum ha riunito leader politici, diplomatici, responsabili politici ed esperti per discutere i cambiamenti nell'ordine globale, la sicurezza e la posizione strategica dell'Europa, nonché l'importanza della cooperazione in un ambiente sempre più frammentato.
Durante il panel sull'UE e i Balcani occidentali, i dibattiti si sono incentrati sull'urgenza strategica dell'impegno dell'Unione nella regione e sulla necessità di convertire gli obblighi politici in una attuazione credibile.I partecipanti hanno parlato del mantenimento di un processo di espansione basato sui meriti, affrontando al contempo le crescenti sfide geopolitiche e di sicurezza, i progressi ineguali nella regione e la necessità di un più rapido consolidamento europeo.
Il panel è stato moderato dall'ex colonnello dell'esercito tedesco e capo di stato maggiore dell'alto rappresentante Aleksandar Roter, al fianco di Kapetanović, e ha ospitato ministri degli affari esteri di Croazia, Montenegro, Albania, Bosnia ed Erzegovina, nonché rappresentanti del Parlamento europeo e del Ministero austriaco per gli affari europei e internazionali.
Per quanto riguarda il futuro, l'attenzione rimane rivolta a garantire che il percorso dei Balcani occidentali verso l'integrazione nell'UE sia credibile e fondato su progressi reali, tra cui l'attuazione delle riforme necessarie, il rafforzamento della cooperazione regionale e l'allineamento dello sviluppo economico ai principi di sostenibilità ambientale.
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