Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'Università di Portsmouth ha sfidato le ipotesi di lunga data sulle dimensioni della creatura, offrendo una rappresentazione più accurata delle sue caratteristiche fisiche e del suo ruolo ecologico. Il team di ricerca ha analizzato una vasta gamma di campioni fossili, tra cui un cranio quasi completo e due scheletri eccezionalmente conservati, insieme a estesi resti postcranici.
I loro risultati, pubblicati sul Journal of Vertebrate Paleontology, indicano che Liopleurodon ferox raggiunse una lunghezza massima di circa 8 metri, molto al di sotto delle stime precedenti che andavano da 18 a 25 metri. Queste misurazioni obsolete erano derivate da frammenti fossili isolati che mancavano di attribuzione definitiva alla specie. Il ricercatore capo Edward Bartlett ha spiegato che la nuova valutazione rappresenta la prima rivalutazione approfondita di tutti gli esemplari classificati sotto Liopleurodon ferox. Integrando i dati da più fossili ben conservati, il team è stato in grado di costruire un modello più affidabile delle proporzioni degli animali.
Nonostante fosse più piccolo delle raffigurazioni popolari, Liopleurodon mantenne il suo status di forza dominante nei mari del Giurassico, grazie alla sua imponente struttura del cranio. Lo studio evidenzia che il cranio di Liopleurodon rappresentava circa un quarto della sua lunghezza corporea, una caratteristica rara tra gli altri pliosauri della stessa regione. Ciò suggerisce che la creatura era in grado di cacciare prede di grandi dimensioni, anche con la sua ridotta dimensione complessiva. La scoperta sfida le nozioni precedenti delle sue capacità predatorie e sottolinea come le rappresentazioni visive nei media possono divergere dalla realtà scientifica.
La storia del Liopleurodon risale a più di 150 anni fa, a partire dalla sua descrizione iniziale da parte del paleontologo francese Henri Émile Sauvage nel XIX secolo. Il nome riflette sia i suoi tratti fisici che la sua reputazione di predatore temibile. All'inizio del XX secolo, l'espansione dell'industria della fabbricazione di mattoni intorno a Peterborough, in Inghilterra, ha svolto un ruolo cruciale nel scoprire più fossili.
Una di queste collezioni apparteneva all'agricoltore locale Alfred Leeds, i cui contributi hanno notevolmente avanzato la comprensione della vita marina del Giurassico. Le riserve fossili di Leeds, compresi gli scheletri e i teschi completi di Liopleurodon, sono stati infine esposti in musei in Gran Bretagna, Europa e America. Questi esemplari hanno gettato le basi per studi futuri e hanno contribuito a stabilire la presenza della creatura nel registro fossile. L'interesse per Liopleurodon è cresciuto ulteriormente alla fine del XX secolo, in particolare dopo la serie della BBC del 1999 Walking with Dinosaurs. In questo innovativo programma, Liopleurodon è stato raffigurato come un enorme predatore lungo 25 metri, rafforzando la percezione pubblica della sua grandezza.
Tuttavia, la rappresentazione dello spettacolo era basata sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili al momento, combinate con una licenza artistica. Il professor emerito David Martill, che ha contribuito al recente studio, ha osservato che la rappresentazione della BBC era informata dai dati esistenti e dalle speculazioni ragionevoli. Mentre la serie ha affascinato il pubblico in tutto il mondo, ha anche evidenziato la necessità di valutazioni scientifiche aggiornate per garantire l'accuratezza sia in contesti accademici che popolari.
Le ultime scoperte offrono una prospettiva più sfumata su questo antico predatore, sottolineando sia la sua statura minuscola che la sua natura formidabile.
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