La flotta russa del Pacifico ha annunciato giovedì di aver condotto un test missilistico vicino alle isole contese rivendicate dal Giappone, aumentando le tensioni tra le due nazioni.
L'esercitazione missilistica, che ha coinvolto il sistema missilistico terra-nave Bastion, è stata condotta da un'unità navale di stanza a Etorofu, con l'incrociatore missilistico guidato Varyag e il sottomarino a propulsione nucleare Omsk che hanno partecipato all'operazione. Il test ha colpito con successo tutte le navi bersaglio a una distanza di almeno 300 chilometri, secondo l'esercito russo. Il Giappone ha espresso forti obiezioni alle esercitazioni missilistiche, considerandole una escalation provocatoria della controversia territoriale di lunga data. Un portavoce del governo giapponese ha confermato che il paese aveva formalmente protestato contro la notifica della Russia sui test pianificati.
La disputa sulle isole, che comprende Kunashiri, Shikotan e le isole Habomai, risale alla fine della seconda guerra mondiale. Il Giappone afferma che le isole sono state prese illegalmente dall'Unione Sovietica poco dopo la resa del Giappone il 15 agosto 1945. La Russia, tuttavia, sostiene che le isole sono diventate parte del suo territorio attraverso l'esito della guerra. La questione è rimasta irrisolta per decenni, con colloqui diplomatici che spesso si bloccano sulla sovranità e sui diritti di accesso.
La situazione ha ulteriormente complicato i negoziati bilaterali sulle isole contese. Il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi ha criticato le attività militari della Russia nella regione, affermando che tali azioni contraddicono la posizione del Giappone sui Territori del Nord e sono inaccettabili.
La visita di Putin alle isole, che sono sotto amministrazione russa, è stata preceduta da un'ispezione dell'isola russa di Sakhalin, dove erano in corso esercitazioni navali. Questa è stata la prima volta che un presidente russo ha visitato i Territori del Nord da Dmitry Medvedev nel 2010. La visita è stata interpretata da alcuni analisti come una mossa calcolata per affermare il controllo sulla regione e segnalare al Giappone che l'aumento dell'attività militare nell'area è giustificata. Alcuni hanno ipotizzato che la visita potrebbe essere stata intesa a scoraggiare il Giappone dal rafforzare i suoi legami con l'Ucraina, in particolare alla luce della potenziale considerazione del Giappone di fornire sistemi di difesa non letali a Kiev.
Mentre il Giappone ha allentato alcuni controlli sulle esportazioni di beni di difesa, rimane legalmente limitato dalla fornitura di armi letali ai paesi impegnati in guerre attive. Il Ministero degli Esteri russo ha convocato l'ambasciatore giapponese a Mosca, Akira Muto, in risposta alla protesta formale del Giappone sui test missilistici.
Nel frattempo, il Giappone continua a sottolineare le sue rivendicazioni storiche e legali, supportate dalla posizione dell'Ucraina e degli Stati Uniti, che riconoscono la sovranità giapponese sulle isole.
Gli ultimi sviluppi evidenziano la complessa interazione tra storia, geopolitica e sicurezza nazionale nella regione. Per ora, la preoccupazione immediata è la continua militarizzazione della zona e il suo impatto sulla stabilità regionale.
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