Secondo uno studio pubblicato il 10 giugno sul "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society", il telescopio spaziale James Webb ha scoperto prove di potenti venti stellari in grado di "uccidere" efficacemente le galassie impedendo la formazione di nuove stelle.* La ricerca, condotta da un team internazionale di scienziati, fornisce un supporto osservativo diretto a un processo teorizzato da tempo in cui intensi venti galattici possono sopprimere la nascita di stelle nelle prime fasi dell'universo.
Lo studio si è concentrato sul sistema di galassie CRISTAL-02, che esisteva solo un miliardo di anni dopo il Big Bang. Questo sistema rappresenta la fase finale di una collisione multi-galassia, che coinvolge due galassie che si fondono. Le osservazioni sono state condotte utilizzando sia il telescopio spaziale James Webb che il telescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) in Cile. Questi strumenti hanno permesso ai ricercatori di rilevare una nube di gas massiccia all'interno del sistema CRISTAL-02, quasi lunga quanto l'intera galassia stessa, che si allontana dallo spazio a velocità superiori a centinaia di chilometri al secondo.
Questa nube di gas, che si stima abbia una massa di circa 1,5 miliardi di volte quella del Sole, sembra essere guidata da intensi venti stellari generati da rapidi scoppi di formazione stellare e dalla successiva morte di stelle massicce. Quando le galassie si scontrano, vaste nubi di gas e polvere interstellari interagiscono, portando alla creazione di nuove stelle, incluse alcune di massa estremamente elevata. Tuttavia, queste stelle massicce in genere esplodono come supernove entro pochi milioni di anni, rilasciando potenti venti radioattivi.
Secondo lo studio, questo meccanismo potrebbe spiegare perché molte galassie primitive hanno subito un rapido declino nella loro capacità di formare nuove stelle.
Rebecca Davies, astrofisica della Swinburne University of Technology in Australia e autrice principale dello studio, ha osservato che i venti nella galassia CRISTAL-02 sono così forti che espellono materiale due volte più velocemente della velocità con cui la galassia potrebbe creare nuove stelle. In questo sistema, circa 260 stelle di massa solare si formano ogni anno - tre volte più velocemente delle galassie tipiche di dimensioni e età simili. Tuttavia, la galassia perde anche oltre 500 masse solari all'anno a causa di questi venti, un tasso di perdita dieci volte superiore a quello osservato nelle galassie tipiche di grandi dimensioni.
Andreas Faisst, un astronomo osservativo del Caltech e coautore dello studio, ha sottolineato che le conoscenze precedenti su come la formazione stellare è cessata nelle prime galassie erano limitate.
Se il deflusso continua, la galassia CRISTAL-02 esaurirà la sua fornitura di gas necessaria per la formazione stellare in meno di 100 milioni di anni, un periodo relativamente breve in termini astronomici.
Lo studio contribuisce a comprendere il contesto più ampio dell'evoluzione galattica, in particolare come le prime galassie massicce interagivano con i sistemi vicini.Suggerisce che tali interazioni hanno svolto un ruolo cruciale nel plasmare la struttura e lo sviluppo dell'universo poco dopo il Big Bang. Man mano che saranno disponibili più dati da telescopi avanzati come il James Webb, gli astronomi si aspettano di scoprire ulteriori casi di fenomeni simili, affinando la nostra comprensione dei processi cosmici che governano i cicli di vita delle galassie.
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