La polizia ha nominato 45 sospetti in relazione ai recenti disordini a Giacarta, secondo i rapporti ufficiali. Gli arresti sono seguiti a dimostrazioni su larga scala vicino al complesso del Parlamento giovedì, che erano in gran parte pacifiche ma hanno portato a misure di sicurezza rafforzate. Le autorità hanno confermato che l'ordine pubblico è stato da allora ripristinato, sebbene le tensioni rimangano su questioni come la proposta di legge sul sequestro di beni e richiede pene più severe contro i funzionari corrotti.
I manifestanti si sono riuniti fuori dall'edificio della Camera dei Rappresentanti, chiedendo un'azione legislativa su due proposte chiave: l'approvazione del disegno di legge sul sequestro di beni e l'imposizione della pena capitale per reati di corruzione.
Durante la protesta, Botok è tornato ai manifestanti con un impegno firmato dai leader della Camera dei Rappresentanti che si impegnavano ad approvare il disegno di legge sul sequestro di beni entro il 15 dicembre 2026.
Mentre la maggior parte dei partecipanti si è dispersa dopo l'incontro, alcuni gruppi sono rimasti impegnati, suggerendo che il dibattito sulla riforma legale probabilmente persisterà. La polizia indonesiana ha dispiegato ampie risorse per gestire le proteste, con circa 18.504 persone dislocate in tutta la città per garantire la sicurezza pubblica. Gli ufficiali hanno intrapreso azioni preventive per prevenire l'uso di materiali pericolosi durante le dimostrazioni, con conseguente detenzione di 65 individui. Questi detenuti erano sospettati di aver tentato di procurarsi o finanziare oggetti come cocktail Molotov e armi, che avrebbero potuto rappresentare una minaccia per l'ordine pubblico.
La polizia ha sottolineato che i loro sforzi erano volti a mantenere la stabilità e prevenire interruzioni della vita quotidiana. In risposta alla situazione, il capo del Public Information Bureau della polizia nazionale, il generale di brigata Trunoyudo Wisnu Andiko, ha dichiarato che la situazione di sicurezza a Jakarta si era stabilizzata e rimasta sotto controllo. Ha ribadito l'importanza della cooperazione pubblica nel mantenere la pace, esortando i cittadini a contribuire alla sicurezza della comunità attraverso la partecipazione attiva alle iniziative locali.
L'incidente sottolinea la complessa interazione tra l'attivismo di base e le strutture di governance formali in Indonesia. Mentre la crisi immediata sembra essere stata contenuta, le questioni di fondo che hanno scatenato le proteste, vale a dire la necessità di misure anticorruzione più forti e processi di recupero degli asset più trasparenti, rimangono irrisolte.
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