La Confederazione internazionale dei sindacati ha criticato la decisione del governo nigeriano, che dovrebbe entrare in vigore nel 2027, come guidata principalmente da istituzioni finanziarie esterne piuttosto che dal benessere dei suoi cittadini.
Durante un discorso al New Energy for Africa 11 Convening, tenutosi sotto gli auspici dei contributi dei lavoratori africani alla sovranità energetica, all'industrializzazione verde e a un africano comune per la COP31, Akhator Joel Odigie, segretario generale di ITUC-Africa, ha sottolineato che l'industrializzazione dovrebbe servire gli interessi della popolazione, non solo dei donatori stranieri. Odigie ha sostenuto che la rimozione del sussidio all'elettricità renderebbe l'energia inaccessibile alla maggior parte dei nigeriani, in particolare ai lavoratori e alle famiglie a basso reddito.
Ha sottolineato che la politica sembra essere motivata dalla necessità di soddisfare le aspettative di organizzazioni come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, piuttosto che affrontare i reali bisogni della popolazione. Secondo lui, questo approccio rischia di approfondire la disuguaglianza e minare gli sforzi verso un'industrializzazione significativa. Ha sottolineato che anche nelle nazioni sviluppate, la fornitura di elettricità guidata dal settore pubblico rimane una pietra miliare dei loro sistemi, suggerendo che modelli simili potrebbero funzionare in Africa.
Il leader sindacale ha anche sottolineato l'importanza dell'industrializzazione sostenibile, sottolineando che l'Africa deve trovare modi per crescere economicamente senza peggiorare i problemi ambientali. Ha chiesto la collaborazione tra governi, gruppi di lavoro e partner di sviluppo per garantire che i progetti industriali contribuiscano positivamente allo sviluppo economico e sociale. Odigie ha osservato che per raggiungere questo obiettivo è necessaria una pianificazione attenta, compresi gli investimenti in istruzione e formazione, nonché l'accesso ai finanziamenti necessari per i progetti infrastrutturali.
Le politiche di privatizzazione, ha affermato, hanno spesso portato a costi più elevati e a una ridotta disponibilità di energia per i cittadini comuni. Questi problemi, ha affermato, evidenziano l'urgente necessità di strategie alternative che danno priorità all'accessibilità e all'accessibilità. Il sindacato ha esortato i responsabili politici a concentrarsi sulla creazione di modelli di crescita inclusivi a beneficio di tutti i segmenti della società, in particolare dei gruppi vulnerabili come donne, bambini e anziani.
Il Presidente ha ribadito che un'Africa industrializzata deve essere quella in cui i benefici dello sviluppo sono ampiamente condivisi e in cui la classe lavoratrice non è lasciata indietro nel perseguimento del progresso economico.
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