I funzionari italiani coinvolti nel crollo del ponte di Genova del 2018, che ha ucciso 43 persone, sono stati condannati a pene detentive. L'ex capo dell'operatore autostradale, Giovanni Castellucci, ha ricevuto una condanna a 12 anni, sebbene stia facendo appello alla decisione. Altri funzionari, tra cui Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti, sono stati condannati e condannati a pene detentive variabili. I pubblici ministeri avevano richiesto pene molto più lunghe, per un totale di 400 anni per tutti i 57 imputati, ma molti sono stati assolti o hanno ricevuto pene più leggere a causa del termine di prescrizione. Il crollo è avvenuto durante una tempesta e è stato attribuito a una cattiva manutenzione e ad avvertimenti ignorati, sebbene gli avvocati della difesa abbiano sostenuto che un difetto di progettazione ha contribuito al disastro. Il processo è durato quasi quattro anni dopo una lunga indagine.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i risultati legali di una tragedia di alto profilo che ha coinvolto il fallimento delle infrastrutture pubbliche, con una relazione equilibrata sulle condanne, le richieste di condanna e le argomentazioni della difesa.





