Sei organizzazioni cinematografiche italiane hanno criticato il processo di selezione per la sezione di competizione all'83° Festival Internazionale del Cinema di Venezia, sottolineando che solo una regista, May el-Toukhy, è rappresentata tra i 20 film in competizione. I gruppi hanno espresso preoccupazione per la mancanza di equilibrio di genere, notando che sei registe sono state incluse nella formazione dell'anno precedente. Hanno messo in discussione il concetto di "qualità" utilizzato per valutare i film, sostenendo che è influenzato da prospettive culturali e dinamiche di potere piuttosto che essere oggettivo. Le organizzazioni hanno ricordato al festival il suo impegno per l'accordo "50/50 entro il 2020" volto a promuovere la trasparenza e la pari rappresentanza. Hanno chiesto il riconoscimento dell'importanza delle prospettive delle donne nel cinema.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo evidenzia le preoccupazioni per la disuguaglianza di genere nei festival cinematografici e sfida la nozione di "qualità" come standard oggettivo, suggerendo che riflette pregiudizi sociali.





