Il governo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha intensificato i suoi sforzi di espansione degli insediamenti in Cisgiordania, con il controverso progetto E1 che sta guadagnando slancio nonostante la diffusa condanna internazionale. Il piano prevede la costruzione di circa 3.400 nuove unità abitative per i coloni ebrei tra Gerusalemme Est e l'insediamento israeliano di Ma'ale Adumim.
Il governo tedesco, guidato dal cancelliere Friedrich Merz, ha espresso profonda preoccupazione per questi sviluppi, avvertendo contro ulteriori passi di annessione nella regione. Una dichiarazione congiunta dei leader di sette nazioni occidentali, tra cui Germania, Francia, Regno Unito e Canada, ha invitato Israele a fermare il progetto, con più paesi che si uniscono all'appello. La situazione si è aggravata a seguito delle recenti dichiarazioni del ministro della polizia israeliano Itamar Ben-Gvir, che ha suggerito durante un podcast che Israele dovrebbe uccidere da 30 a 40 palestinesi ogni notte nella Striscia di Gaza.
I commenti di Ben-Gvir sono stati interpretati come parte della sua aggressiva strategia di campagna prima delle elezioni parlamentari di ottobre. La sua retorica si allinea con le opinioni di molti dei suoi potenziali sostenitori, che credono che Israele debba essere isolato a livello internazionale e fare affidamento esclusivamente su se stesso. Tuttavia, questa posizione ha suscitato forti critiche, in particolare da parte di organizzazioni ebraiche in Germania come il Consiglio centrale degli ebrei e la Società tedesco-israeliana, che si sono distanziate da Ben-Gvir, citando preoccupazioni per la reputazione internazionale di Israele. I politici tedeschi, tra cui il cancelliere Merz e il ministro degli Esteri Johann Wadephul, hanno condannato le osservazioni di Ben-Gvir come disumane e inaccettabili.
I critici sostengono che anche se le sanzioni vengono applicate, potrebbero non modificare in modo significativo la traiettoria delle politiche supportate dal governo israeliano, soprattutto visti gli stretti legami tra Netanyahu e ministri chiave come Ben-Gvir e Bezalel Smotrich.
Allo stesso tempo, l'UE sta valutando misure più sostanziali, come l'etichettatura dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani, la restrizione della cooperazione accademica e il congelamento di alcune collaborazioni diplomatiche e di sicurezza. Queste proposte riflettono la crescente frustrazione per la continua espansione degli insediamenti da parte di Israele, che molti considerano una violazione del diritto internazionale. Nonostante queste discussioni, la Germania è storicamente stata cauta nell'imporre sanzioni a Israele, dando spesso la priorità all'impegno diplomatico rispetto all'azione punitiva. Tuttavia, l'attuale clima suggerisce un cambiamento verso risposte più decisive, guidate dalla crescente pressione sia all'interno dell'Europa che tra gli alleati internazionali.
Nel frattempo, il progetto E1 continua ad avanzare, con il Ministero israeliano dell'edilizia abitativa che ha recentemente annunciato l'asta di oltre 1.200 unità abitative per il progetto. Gli esperti legali avvertono che una volta firmati i contratti, fermare il progetto diventerà quasi impossibile. L'avvocato israeliano Daniel Seidemann sostiene che E1 dividerebbe la Cisgiordania in due regioni separate, interrompendo il collegamento tra Ramallah / Nablus e Betlemme / Hebron. Senza intervento, crede che il progetto procederà senza controlli, alterando fondamentalmente il panorama geopolitico della regione.
Il Consiglio europeo di Lussemburgo, che si è riunito a Strasburgo il 16 e 17 novembre, ha adottato una risoluzione sulla situazione in Europa, che prevede l'adozione di una serie di misure volte a rafforzare la cooperazione tra l'Unione europea e i paesi dell'Europa centrale e orientale, in particolare per quanto riguarda le relazioni con i paesi dell'Europa centrale e orientale.
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