I soldati israeliani hanno marcato i detenuti palestinesi con dei numeri durante un raid a Qabatiya, a sud di Jenin, lunedì 17 agosto, secondo quanto riportato dai media locali. La pratica, che prevede la scrittura di numeri sulla fronte e sulle braccia degli individui catturati, ha suscitato forti critiche e confronti con le tattiche disumanizzanti impiegate dagli occupanti nazisti durante l'Olocausto. L'incidente si è verificato come parte di una più ampia escalation di violenza contro i palestinesi in Cisgiordania, dove le forze israeliane hanno intensificato le operazioni negli ultimi mesi. Il raid è iniziato poco prima dell'alba, intorno alle 5 del mattino, quando le truppe israeliane hanno circondato il villaggio di Qabatiya e sono entrate forzatamente nelle case.
Decine di palestinesi sono stati arrestati e portati in una residenza che era stata convertita in un centro di detenzione temporanea. Lì, i detenuti sono stati legati, sottoposti a interrogatori prolungati, e alcuni sono stati maltrattati fisicamente. Secondo un detenuto di nome Ahmad al-Hathnawi, che era contrassegnato con il numero 44, i soldati hanno usato pennarelli per incidere numeri direttamente sulla sua pelle. Questa era la prima volta che gli era stato assegnato un numero, nonostante fosse stato detenuto più volte in precedenza. Al-Hathnawi ha descritto le condizioni all'interno della casa come estremamente dure, notando che c'erano circa 50 detenuti presenti, comprese le donne che erano bendate.
Ha raccontato di essere rimasto legato al pavimento per quasi dieci ore, incapace di muoversi o accedere al bagno. Ha anche assistito a un altro detenuto che è stato picchiato mentre usciva dalla casa dopo l'interrogatorio. Questi resoconti si allineano con testimonianze simili di altri testimoni, tra cui Mahmoud Nazzal, un residente della casa in cui si sono svolti gli interrogatori. Nazzal ha affermato che le truppe israeliane sono entrate nella sua casa immediatamente dopo le preghiere dell'alba, hanno ammanettato suo padre e lo hanno portato fuori mentre lui stesso era confinato all'interno. Ha descritto l'esperienza come traumatica e degradante, sottolineando la mancanza di dignità umana fondamentale durante la prova.
Il parlamentare palestinese-israeliano Ahmad Tibi, membro della Knesset israeliana, ha fortemente criticato il trattamento dei detenuti sulla piattaforma di social media X. Ha definito l'atto di assegnare numeri ai prigionieri un tentativo deliberato di cancellare l'identità individuale e ridurre le persone a semplici oggetti. Tibi ha paragonato la situazione alle atrocità storiche, affermando che le immagini evocate dalla pratica dovrebbero disturbare chiunque abbia una coscienza.
Tuttavia, i funzionari hanno dichiarato che lezioni sono state apprese dall'incidente, anche se nessuna dichiarazione ufficiale ha chiarito se tali pratiche sarebbero state interrotte. Questa ammissione arriva in mezzo a un modello di azioni simili da parte delle forze israeliane.
Il conflitto in corso in Cisgiordania ha visto un drammatico aumento della violenza, con le forze israeliane che segnalano almeno 1.185 morti palestinesi e oltre 24.000 arresti da ottobre 2023. L'attuale ondata di incursioni e arresti si è intensificata sotto misure di sicurezza rafforzate, spesso prendendo di mira sospetti militanti o civili percepiti come sostenitori delle attività di resistenza. Il marchio dei detenuti con numeri sembra essere parte di una strategia più ampia volta a controllare e umiliare gli individui catturati, rafforzando un clima di paura e sottomissione.
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