L'ambasciatore israeliano in Australia, Hillel Newman, ha indicato che il suo paese è aperto a fornire riparazioni alla famiglia dell'operatore umanitario australiano Zomi Frankcom, in seguito alla decisione delle Forze di Difesa israeliane (IDF) di liberare i soldati dalla responsabilità penale per il loro ruolo nello sciopero dell'aprile 2024 che ha ucciso lei e altri sei a Gaza. La rivelazione è arrivata in mezzo a tensioni accentuate tra Australia e Israele, con il governo australiano che esprime indignazione per i risultati e chiede una maggiore responsabilità. L'IDF ha concluso che mentre c'erano "gravi fallimenti" nello sciopero, non c'era "nessun ragionevole sospetto di cattiva condotta criminale" che giustificasse il perseguimento.
Questa determinazione è seguita a una revisione di 150 casi di condotta delle truppe a Gaza, incluso l'incidente di aprile 2024. Nonostante riconoscesse gli errori passati, l'IDF ha dichiarato che non avrebbe intentato procedimenti penali contro i soldati coinvolti. La decisione è stata annunciata nella Giornata mondiale umanitaria, suscitando forti critiche sia dal governo australiano che dalla famiglia Frankcom. Il primo ministro Anthony Albanese ha descritto le scoperte dell'IDF come un "indignazione" e ha sottolineato la necessità di una "spiegazione molto più trasparente e chiara" da parte di Israele.
Ha esortato il governo australiano a "perseguire tutte le vie legali disponibili per un'indagine indipendente e credibile" e a spingere per il rilascio di prove video e audio relative allo sciopero. La famiglia ha a lungo sostenuto un'indagine approfondita sull'incidente, che secondo loro ha violato il diritto umanitario internazionale. La posizione del governo australiano è diventata più conflittuale negli ultimi mesi. Dopo aver inizialmente sostenuto le azioni di Israele in seguito agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, l'Australia ha assunto una posizione più ferma, imponendo sanzioni ai funzionari israeliani e riconoscendo uno stato palestinese.
Il rapporto tra le due nazioni si è deteriorato in modo significativo, con alcuni analisti che suggeriscono che rappresenta il punto più basso in decenni. Ian Parmeter, ricercatore presso l'Università Nazionale Australiana, ha notato che il sentimento pubblico verso Israele si è spostato drasticamente a causa dell'ampia copertura delle vittime civili a Gaza. L'ambasciatore israeliano, Hillel Newman, ha affrontato un incontro formale con il ministro degli Esteri Penny Wong al Parlamento giovedì. Durante la sessione, Newman ha sostenuto che la decisione di cancellare i soldati era basata sui processi interni dell'IDF e che le riparazioni sarebbero state determinate attraverso canali legali.
Newman ha anche accennato che Israele potrebbe invitare l'Air Chief Marshal Mark Binskin, l'investigatore australiano che in precedenza ha trovato gravi fallimenti procedurali, per ulteriori discussioni. Nonostante la controversia, l'IDF ha dichiarato che non riaprirà il caso, citando la mancanza di motivi sufficienti per un'azione penale. Tuttavia, il governo australiano rimane risoluto nelle sue richieste di trasparenza e responsabilità.
Il primo ministro Albanese ha promesso di consultarsi con la famiglia Frankcom prima di fare ulteriori annunci, sottolineando l'importanza di tenerli informati durante tutto il processo.
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