L'esercito pakistano ha spostato la sua piattaforma di messaggistica da WhatsApp a WeChat della Cina, segnalando un allineamento strategico sempre più profondo con Pechino. Questa mossa avviene in un contesto di crescenti tensioni regionali e dinamiche geopolitiche in evoluzione nell'Asia meridionale. La decisione è stata presa da alti funzionari militari che hanno ordinato sia al personale in servizio attivo che al personale amministrativo di passare gradualmente dall'applicazione Meta.s al servizio cinese, citando preoccupazioni di sicurezza e la necessità di un coordinamento più stretto con le controparti militari cinesi.
Secondo i rapporti, le forze armate pakistane ritengono che WhatsApp presenti rischi di infiltrazione esterna, mentre WeChat offre capacità di comunicazione potenziate con le unità militari cinesi. Ciò si allinea con i crescenti legami di difesa, poiché la Cina rappresenta circa l'80% delle importazioni di armi del Pakistan, compresi i caccia, i sistemi navali, la tecnologia radar e i sistemi di difesa aerea.
Nel maggio 2025, l'India lanciò l'Operazione Sindoor, lanciando attacchi aerei contro le posizioni pakistane in risposta a un attacco in Kashmir che ha ucciso 22 persone, per lo più turisti indù. L'incidente ha scatenato tre giorni di scambi di artiglieria e attacchi di droni tra i due vicini dotati di armi nucleari. Queste tensioni hanno sottolineato l'importanza di canali di comunicazione sicuri e affidabili all'interno dell'esercito pakistano, soprattutto perché cerca di coordinare in modo più efficace con il suo principale fornitore di difesa. L'adozione di WeChat da parte dell'esercito pakistano avviene in un momento critico, in coincidenza con i preparativi per un patto di difesa trilaterale che sarà firmato a Jeddah entro la fine di quest'anno.
L'accordo dovrebbe coinvolgere l'Arabia Saudita, la Turchia e il Pakistan, tre nazioni musulmane prevalentemente sunnite. L'incontro riunirà il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Il ruolo della Cina in questi sviluppi sembra essere più osservazionale che diretto. Nonostante sia un partner economico e militare chiave per il Pakistan, Pechino non ha ancora aderito all'alleanza di difesa proposta. Tuttavia, l'integrazione di WeChat nelle operazioni militari pakistane evidenzia l'entità della cooperazione bilaterale.
L'applicazione cinese è già ampiamente utilizzata nei settori governativo e aziendale in Pakistan, rendendola una scelta logica per le comunicazioni militari. Il governo indiano ha a lungo espresso preoccupazioni per le applicazioni cinesi, vietando WeChat insieme a altre 58 app nel giugno 2020 per motivi di sicurezza nazionale. Le autorità indiane hanno affermato che queste app raccoglievano dati degli utenti e li trasmettevano a server situati in Cina. Questo divieto sottolinea la più ampia rivalità geopolitica tra Nuova Delhi e Pechino, che si è intensificata negli ultimi anni su questioni che vanno dalle dispute di confine agli squilibri commerciali.
La decisione del Pakistan di adottare WeChat fa parte di una strategia più ampia per rafforzare la sua autonomia strategica e ridurre la dipendenza dalle piattaforme occidentali. La mossa è anche vista come un gesto simbolico di fiducia in Cina, dato il ruolo del Paese come più grande partner commerciale del Pakistan e un importante fornitore di hardware militare avanzato. Con i conflitti in corso lungo la Linea di controllo in Kashmir e la minaccia del terrorismo transfrontaliero, la comunicazione sicura ed efficiente rimane una priorità assoluta per l'esercito pakistano. Recenti acquisizioni del Pakistan, come l'acquisto di 200 sistemi di artiglieria mobile SH-15, evidenziano la dipendenza del Paese dalle attrezzature militari cinesi.
Questi sistemi sono progettati per essere schierati lungo il confine con l'India, rafforzando la postura difensiva del Pakistan. L'acquisizione di droni come il Wing Loong, prodotto con l'approvazione cinese, illustra ulteriormente la profondità della partnership di difesa tra le due nazioni.
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