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Islamabad rafforza l’asse con Pechino: l’esercito pakistano abbandona WhatsApp per l’app di messaggistica cinese WeChat
Italy🏛️ PoliticaProgressista16 gg fa

Islamabad rafforza l’asse con Pechino: l’esercito pakistano abbandona WhatsApp per l’app di messaggistica cinese WeChat

L'esercito pakistano ha deciso di sostituire WhatsApp con l'app di messaggistica cinese WeChat, segnalando un cambiamento strategico verso legami più stretti con la Cina. Questa mossa arriva in mezzo a tensioni accentuate con l'India, che ha vietato WeChat e altre app cinesi per motivi di sicurezza. L'esercito pakistano sostiene che WhatsApp pone rischi per la sicurezza delle comunicazioni, mentre WeChat offre un migliore allineamento con gli interessi militari cinesi. La decisione si allinea con una più ampia cooperazione militare tra Pakistan e Cina, compresi i principali acquisti di armi e progetti di difesa congiunti.

L'esercito pakistano ha spostato la sua piattaforma di messaggistica da WhatsApp a WeChat della Cina, segnalando un allineamento strategico sempre più profondo con Pechino. Questa mossa avviene in un contesto di crescenti tensioni regionali e dinamiche geopolitiche in evoluzione nell'Asia meridionale. La decisione è stata presa da alti funzionari militari che hanno ordinato sia al personale in servizio attivo che al personale amministrativo di passare gradualmente dall'applicazione Meta.s al servizio cinese, citando preoccupazioni di sicurezza e la necessità di un coordinamento più stretto con le controparti militari cinesi.

Secondo i rapporti, le forze armate pakistane ritengono che WhatsApp presenti rischi di infiltrazione esterna, mentre WeChat offre capacità di comunicazione potenziate con le unità militari cinesi. Ciò si allinea con i crescenti legami di difesa, poiché la Cina rappresenta circa l'80% delle importazioni di armi del Pakistan, compresi i caccia, i sistemi navali, la tecnologia radar e i sistemi di difesa aerea.

Nel maggio 2025, l'India lanciò l'Operazione Sindoor, lanciando attacchi aerei contro le posizioni pakistane in risposta a un attacco in Kashmir che ha ucciso 22 persone, per lo più turisti indù. L'incidente ha scatenato tre giorni di scambi di artiglieria e attacchi di droni tra i due vicini dotati di armi nucleari. Queste tensioni hanno sottolineato l'importanza di canali di comunicazione sicuri e affidabili all'interno dell'esercito pakistano, soprattutto perché cerca di coordinare in modo più efficace con il suo principale fornitore di difesa. L'adozione di WeChat da parte dell'esercito pakistano avviene in un momento critico, in coincidenza con i preparativi per un patto di difesa trilaterale che sarà firmato a Jeddah entro la fine di quest'anno.

L'accordo dovrebbe coinvolgere l'Arabia Saudita, la Turchia e il Pakistan, tre nazioni musulmane prevalentemente sunnite. L'incontro riunirà il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Il ruolo della Cina in questi sviluppi sembra essere più osservazionale che diretto. Nonostante sia un partner economico e militare chiave per il Pakistan, Pechino non ha ancora aderito all'alleanza di difesa proposta. Tuttavia, l'integrazione di WeChat nelle operazioni militari pakistane evidenzia l'entità della cooperazione bilaterale.

L'applicazione cinese è già ampiamente utilizzata nei settori governativo e aziendale in Pakistan, rendendola una scelta logica per le comunicazioni militari. Il governo indiano ha a lungo espresso preoccupazioni per le applicazioni cinesi, vietando WeChat insieme a altre 58 app nel giugno 2020 per motivi di sicurezza nazionale. Le autorità indiane hanno affermato che queste app raccoglievano dati degli utenti e li trasmettevano a server situati in Cina. Questo divieto sottolinea la più ampia rivalità geopolitica tra Nuova Delhi e Pechino, che si è intensificata negli ultimi anni su questioni che vanno dalle dispute di confine agli squilibri commerciali.

La decisione del Pakistan di adottare WeChat fa parte di una strategia più ampia per rafforzare la sua autonomia strategica e ridurre la dipendenza dalle piattaforme occidentali. La mossa è anche vista come un gesto simbolico di fiducia in Cina, dato il ruolo del Paese come più grande partner commerciale del Pakistan e un importante fornitore di hardware militare avanzato. Con i conflitti in corso lungo la Linea di controllo in Kashmir e la minaccia del terrorismo transfrontaliero, la comunicazione sicura ed efficiente rimane una priorità assoluta per l'esercito pakistano. Recenti acquisizioni del Pakistan, come l'acquisto di 200 sistemi di artiglieria mobile SH-15, evidenziano la dipendenza del Paese dalle attrezzature militari cinesi.

Questi sistemi sono progettati per essere schierati lungo il confine con l'India, rafforzando la postura difensiva del Pakistan. L'acquisizione di droni come il Wing Loong, prodotto con l'approvazione cinese, illustra ulteriormente la profondità della partnership di difesa tra le due nazioni.

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Il Fatto Quotidiano logoIl Fatto QuotidianoIndipendenteProgressistaFattualità 75Obiettività 7016 gg fa
Islamabad rafforza l’asse con Pechino: l’esercito pakistano abbandona WhatsApp per l’app di messaggistica cinese WeChat

L'esercito pakistano ha deciso di sostituire WhatsApp con l'app di messaggistica cinese WeChat, segnalando un cambiamento strategico verso legami più stretti con la Cina. Questa mossa arriva in mezzo a tensioni accentuate con l'India, che ha vietato WeChat e altre app cinesi per motivi di sicurezza. L'esercito pakistano sostiene che WhatsApp pone rischi per la sicurezza delle comunicazioni, mentre WeChat offre un migliore allineamento con gli interessi militari cinesi. La decisione si allinea con una più ampia cooperazione militare tra Pakistan e Cina, compresi i principali acquisti di armi e progetti di difesa congiunti.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra il passaggio verso WeChat come parte di un allineamento strategico con la Cina, sottolineando la cooperazione militare e l'interdipendenza economica.

Perché fattualità (75): The article presents a plausible narrative based on reported actions by the Pakistani military moving away from Western platforms like WhatsApp to Chinese apps like WeChat, likely due to security concerns and strategic alignment with China. It cites the Indian ban on Chinese apps as a parallel situa

Perché obiettività (70): The article uses somewhat biased language such as 'l’ennesimo avvicinamento' suggesting this is another step in an ongoing trend, which implies a directional bias. It also frames the move as a 'sintonia migliore' with Chinese forces, subtly favoring the strategic alliance with China. However, it doe

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