Nel corso di una vasta operazione antiterrorismo in vista del Giorno dell'Indipendenza dell'India, oltre 200 operatori associati alla rete Shahzad Bhatti, con sede in Pakistan e sostenuta dall'ISI, sono stati arrestati in 14 stati. Il ministro degli Interni Amit Shah ha annunciato i risultati dell'operazione lunedì 17 agosto 2026, descrivendola come una vittoria significativa contro il terrorismo transfrontaliero.
La rete di Shahzad Bhatti, nota per aver orchestrato attentati con granate, esplosioni di ordigni esplosivi improvvisati (IED), incidenti con bombe a benzina e omicidi mirati, è stata smantellata attraverso operazioni simultanee in più luoghi. Le agenzie di sicurezza, lavorando in un quadro di condivisione di informazioni in tempo reale, sono riuscite a catturare 253 individui. Questi includevano più di 200 agenti direttamente collegati alla rete, insieme ad altri collegati attraverso legami finanziari o logistici. L'operazione ha riguardato diversi stati, con il maggior numero di arresti registrati in Uttar Pradesh, Haryana, Delhi, Punjab, Rajasthan e Maharashtra.
Tra gli oggetti sequestrati vi erano IED, granate contrassegnate con l'insegna della Pakistan Ordnance Factory, pistole, munizioni vere e telecamere CCTV che si ritiene siano state utilizzate per la sorveglianza. Il Ministero degli Affari Interni ha confermato che questi materiali sono stati recuperati durante l'operazione, sottolineando il coinvolgimento del network nello spionaggio e nel pianificare attacchi contro infrastrutture critiche e spazi pubblici. Gli arresti sono stati effettuati in base a varie disposizioni legali, tra cui la legge sulle attività illegali (prevenzione), la Bharatiya Nyaya Sanhita, la legge sulle armi, la legge sulle droghe narcotiche e sulle sostanze psicotrope e la legge sulle sostanze esplosive.
L'operazione ha portato alla registrazione di oltre 80 rapporti di prima informazione (FIR) e alla detenzione di 253 individui. La distribuzione degli arresti tra gli stati era la seguente: Uttar Pradesh (62), Haryana (52), Delhi (51), Punjab (44), Rajasthan (15), Maharashtra (8), Uttarakhand (5), con Karnataka, Gujarat e Bihar che ne contano tre ciascuno, e Telangana, Himachal Pradesh, Jammu e Kashmir e Kerala che ne registrano due ciascuno.
Rana Rauf, alias Wahab Alam, residente di Faisalabad, Pakistan, è stato arrestato vicino al confine India-Bangladesh nel distretto di North 24 Parganas. Gli ufficiali sospettano che abbia legami con l'agenzia di intelligence pakistana, l'ISI, e stanno indagando sulle sue attività in India. Un secondo individuo, Mohammad Ejaz, è stato arrestato a Calcutta e si sospetta che abbia mantenuto una comunicazione diretta con Rauf. Un'altra persona, un 23enne nativo dell'Uttar Pradesh, è stata anche arrestata a Kalaburagi per aver mantenuto contatti prolungati con sospetti terroristi pakistani tramite piattaforme di social media come WhatsApp e Instagram.
Questi recenti arresti evidenziano gli sforzi in corso da parte delle forze di sicurezza indiane per rintracciare e neutralizzare gli elementi delle reti terroristiche sponsorizzate da stranieri che operano all'interno del paese. Il governo continua a sottolineare il suo impegno verso un approccio di tolleranza zero verso il terrorismo, sfruttando sia le risorse di intelligence nazionali che internazionali per prevenire potenziali minacce alla sicurezza nazionale.
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