Le trattative tra Oman e Iran sul futuro della navigazione nello Stretto di Hormuz sono in una fase avanzata, secondo il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, che ha fatto le osservazioni durante un briefing martedì. Le discussioni mirano a stabilire una nuova rotta marittima attraverso la via d'acqua critica, che è stata chiusa dall'inizio del 2024 a causa delle tensioni accresciute che coinvolgono Iran, Stati Uniti e altri attori regionali. Il Golfo di Oman è un'arteria vitale per il commercio globale di petrolio e la sua riapertura potrebbe alleviare alcune delle tensioni economiche causate dalla chiusura.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sottolineato che i colloqui con l'Oman sulla definizione di una nuova rotta attraverso lo Stretto di Hormuz sono distinti dalle discussioni in corso sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti. L'Iran ha a lungo cercato di mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz, affermando il suo diritto di imporre tasse alle navi che passano attraverso la via d'acqua.
Negli ultimi giorni, l'Iran ha affermato di aver raggiunto un accordo con l'Oman su una rotta di navigazione proposta, sebbene l'accordo rimanga soggetto a ulteriori negoziati. Secondo i rapporti, le due nazioni hanno formato un gruppo di lavoro congiunto ai sensi della clausola 5 del memorandum di intesa di Islamabad, che delinea il ruolo dell'Iran nella sicurezza e nella gestione dello stretto, comprese le operazioni di bonifica delle mine. L'accordo mira a garantire il passaggio sicuro delle navi rispettando la sovranità di entrambi i paesi. Il coinvolgimento del Pakistan nella regione aggiunge un altro livello di complessità.
Il ministro dell'Interno pakistano, Mohsin Naqvi, è arrivato in Iran all'inizio di questa settimana per colloqui sulla sicurezza e la stabilità regionale. Naqvi, noto per i suoi precedenti sforzi di mediazione tra Iran e Stati Uniti, ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il ministro dell'Interno Eskandar Momeni. Durante le loro discussioni, Naqvi avrebbe trasmesso messaggi dal primo ministro pakistano e dal capo dell'esercito, anche se il contenuto specifico di queste comunicazioni è rimasto non divulgato. La sua visita evidenzia l'interesse del Pakistan a mantenere relazioni stabili con l'Iran in mezzo alle dinamiche in evoluzione nel Golfo. Le tensioni regionali continuano a bollire altrove.
Nel sud del Libano, Israele ha lanciato nuovi attacchi aerei che hanno provocato molteplici vittime e distruzione diffusa. La Lega Araba ha condannato gli attacchi, definendoli una pericolosa escalation che rischia di far deragliare gli sforzi per risolvere il conflitto in corso. Nel frattempo, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha avvertito che nessun conto su alcun fronte sarebbe rimasto incerto, segnalando una posizione di linea dura contro le minacce percepite.
Questi colloqui arrivano in un momento cruciale, poiché la fragile tregua affronta sfide da entrambe le parti. In Cisgiordania, i coloni israeliani, supportati da personale militare, hanno attaccato civili palestinesi a Hebron, ferendo diverse persone e picchiando altre. Tali incidenti sottolineano la violenza persistente e l'instabilità che colpisce la regione. Mentre la situazione si sviluppa, l'attenzione rimane sulla potenziale riapertura dello Stretto di Hormuz e le implicazioni per il commercio internazionale e la sicurezza regionale.
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