Il panorama politico argentino è stato gettato nel caos a seguito di una richiesta di alto profilo da parte del blocco al governo, La Libertad Avanza (LLA), di rimuovere Mario "Pato" Russo dalla sua posizione di capo dell'organo consultivo del Senato. Russo, un vicino alleato del vicepresidente Victoria Villarruel, affronta accuse di comportamento violento e minacce rivolte a colleghi all'interno della camera legislativa. Orozco ha sostenuto che Russo dovrebbe essere rimosso dal suo posto ai sensi dell'articolo 140 del regolamento del Senato, citando la sua presunta aggressione, violenza e condotta "da teppista".
Inoltre, ha evidenziato le dichiarazioni pubbliche fatte da Russo durante un'intervista in streaming con il biografo Nicolás Márquez, in cui ha affermato che avrebbe ucciso un "liberale" e ha scherzato su un altro ospite che scappava da un naso rotto.
Il gruppo ha descritto l'intervista in streaming come una conversazione casuale tra amici e ha affermato che lo scambio di messaggi di testo con Larsen era stato travisato e che Russo non era stato formalmente notificato di alcuna lamentela.
La stessa Villarruel è stata criticata per essersi allineata con i governatori dell'opposizione ed aver espresso ammirazione per l'ex vicepresidente Isabel Perón, che Milei ha condannato come simbolo di fallimento economico.
Ha anche criticato il suo impegno diplomatico con il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, che ha visto come un affronto agli interessi nazionali. Aggiungendo alla complessità, l'economista Roberto Cachanosky, una figura di spicco del movimento libertario, ha espresso crescente disillusione per la direzione del governo. Dopo le dimissioni dal consiglio accademico della Fondazione per la libertà e il progresso, ha criticato la mancanza di un discorso critico all'interno di alcuni settori del movimento libertario e ha avvertito di un'escalation delle tensioni con il Brasile sulle dispute commerciali.
La decisione del Senato di inoltrare la richiesta di rimozione di Russo alla Commissione per gli Affari Costituzionali segnala un processo formalizzato che potrebbe rendere ancora più tesi le relazioni tra i rami legislativo ed esecutivo.
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