L'Ufficio delle informazioni ha avviato una procedura di ispezione contro Miha Brejc, amministratore del sito web alla base della petizione "Stevo go home", a seguito di numerose denunce relative a violazioni del regolamento generale sulla protezione dei dati dell'UE (GDPR). L'ufficio, guidato da Jelena Virant Burnik, ha dichiarato che l'amministratore deve informare correttamente i firmatari su come vengono trattati i loro dati, compresi chi gestisce le informazioni, lo scopo della raccolta, la durata della conservazione e i diritti degli individui come il diritto alla cancellazione. Nonostante ciò, l'Ufficio delle informazioni continuerà la sua indagine sulla legalità del trattamento dei dati e sull'ulteriore conservazione delle informazioni raccolte.
Nel frattempo, l'opposizione ha lanciato una proposta per un referendum consultivo riguardante Zoran Stevanović, l'attuale presidente dell'Assemblea nazionale. Questo segue il fallimento di un tentativo precedente, ma il desiderio di rimuovere Stevanović dal potere rimane inalterato. Tre partiti di opposizione hanno presentato congiuntamente l'iniziativa di referendum, con l'obiettivo di determinare se il pubblico sostiene ancora che Stevanović guidi la casa parlamentare.
Asta Vrečko, un'altra figura dell'opposizione, ha descritto il suo comportamento come irrispettoso nei confronti dei membri, non rispettando gli standard democratici e privo della dignità richiesta per il ruolo. Stevanović, tuttavia, ha respinto la proposta di referendum come una farsa, affermando che rimarrà in carica fino all'aprile 2030.
L'opposizione riconosce che non può rimuovere direttamente Stevanović attraverso tali mezzi, ma ritiene di poter esercitare pressioni per minare la sua credibilità e legittimità.
Mentre il governo può attualmente resistere a tali sforzi, gli analisti ritengono che l'opposizione operi su un'agenda a lungo termine. Ogni accusa e critica pubblica mira a creare slancio, anche se i risultati immediati sono improbabili. Anche l'opposizione di sinistra deve affrontare una diminuzione delle speranze, poiché la sua influenza svanisce in mezzo alle tensioni politiche in corso. Č ha criticato la mossa come ipocrita, accusando l'opposizione di mettere in scena una farsa.
Il partito sostiene che opporsi a tali misure consentirebbe decisioni arbitrarie, portando potenzialmente a referendum giornalieri su tutti i funzionari, dai politici ai manager aziendali. Il partito avverte che un tale sistema potrebbe consentire un regime totalitario, in cui i dissidenti vengono rimossi dal potere.
Se consentito, tali referendum potrebbero aprire la porta agli abusi, consentendo frequenti richiami di voti su ogni membro del governo. allo stesso modo, lo studioso legale Dr. Andraž Teršek ha definito l'iniziativa un completo fraintendimento dello scopo dei referendum consultivi, descrivendolo come assurdo e minando l'integrità intellettuale.
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