Gianni Infantino, il presidente della FIFA, si trova al centro di una tempesta che è iniziata con una controversa proposta di vendere le quote delle competizioni FIFA a investitori privati. Il piano, inizialmente svelato martedì, è stato rapidamente condannato dalle autorità calcistiche di tutto il mondo, culminando in una drammatica inversione da parte di Infantino sabato. Nonostante il crollo della proposta, le conseguenze continuano, con molteplici confederazioni calcistiche e associazioni membri che esprimono insoddisfazione per la sua leadership.
L'UEFA, la più influente di queste, ha minacciato di boicottare tutte le competizioni FIFA a meno che Infantino non si assicuri che tali mosse non si ripetano mai, segnando una sfida significativa al suo mandato.
La Confederazione Asiatica di Calcio (AFC), che storicamente ha sostenuto Infantino, ha anche mostrato segni di disagio, con diverse associazioni membri che si sono allontanate dalla proposta controversa. Mentre alcune nazioni AFC rimangono fedeli a Infantino, altre hanno iniziato a mettere in discussione la direzione della FIFA sotto la sua guida.
Entrambe le dimissioni sono state in segno di protesta contro il piano FFE (FIFA Forward Enterprise), segnalando una perdita di supporto interno. Le loro partenze non solo hanno diminuito l'influenza di Infantino all'interno della FIFA, ma hanno anche messo in dubbio la sua capacità di gestire efficacemente l'organizzazione durante un periodo di intenso controllo.
La UEFA, con nove membri, è il più grande blocco, ma anche combinato con i sette membri dell'AFC, il numero è insufficiente. Se la riunione dovesse avvenire, potrebbe potenzialmente chiedere le dimissioni di Infantino, anche se potrebbe rifiutarsi di rispettare, prolungando così la crisi.
Nonostante la crescente pressione, Infantino conserva ancora un certo grado di sostegno, in particolare in regioni come l'Africa e il Sud America. La Confederazione del calcio africano (CAF) ha ribadito il suo sostegno a Infantino, citando i suoi sforzi nell'organizzazione della Coppa del Mondo 2026 e il suo impegno a migliorare il calcio in Africa. Questo sostegno è cruciale, in quanto fornisce a Infantino una potenziale base di forza nelle prossime elezioni di marzo 2027.
Tuttavia, l'assenza di un candidato unificato dell'opposizione complica la possibilità di una rapida cacciata. Anche su Infantino incombono grandi minacce legali. La UEFA ha emesso un avviso formale che richiede la conservazione di tutti i documenti relativi alla proposta della FFE, avvertendo che qualsiasi tentativo di distruggerli o alterarli potrebbe costituire una spoliazione delle prove. Questa manovra legale aggiunge un altro livello di complessità alla crisi in corso, poiché costringe Infantino a navigare non solo pressioni politiche ma anche potenziali conseguenze legali. La situazione rimane fluida, con la possibilità di ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
Mentre Infantino è riuscito a mantenere la sua posizione per ora, la combinazione di dissenso interno, critiche esterne e minacce legali segnala che il suo mandato è sempre più precario.
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