In una scoperta senza precedenti nelle profondità delle zone abissali dell'oceano, gli scienziati hanno catturato immagini di esemplari vivi del "fossile vivente" noto come lo squalo fantasma (* Mitsukurina owstoni *) nel loro habitat naturale. Questa è la prima volta che tali osservazioni sono state fatte in situ, gettando nuova luce su questa specie elusiva e espandendo significativamente la sua gamma geografica conosciuta e la sua distribuzione di profondità. Lo studio, pubblicato sul * Journal of Fish Biology *, rappresenta una pietra miliare nella biologia marina e ha suscitato un notevole interesse tra i ricercatori di tutto il mondo.
Lo squalo fantasma, spesso indicato come un "fossile vivente", è l'unico membro sopravvissuto di un lignaggio che risale a circa 125 milioni di anni fa. Descritto scientificamente per la prima volta nel 1898 nelle acque profonde al largo del Giappone, la specie era stata precedentemente osservata solo in cattività o catturata nelle reti da pesca, dove i tassi di sopravvivenza erano estremamente bassi. Fino ad ora, tutte le immagini disponibili dello squalo fantasma provenivano da questi ambienti artificiali, rendendo particolarmente significative le recenti registrazioni in mare aperto.
Il team di ricerca ha documentato due incontri con squali fantasma viventi nel Pacifico centrale. Il primo si è verificato nel 2019 vicino all'isola di Jarvis, dove un veicolo telecomandato chiamato Hercules ha registrato un esemplare maschio a una profondità di 1.237 metri.
Aaron Judah, autore principale dello studio e ricercatore presso la School of Ocean and Earth Science and Technology (SOEST) dell'Università delle Hawaii a Mānoa, ha sottolineato l'importanza della scoperta. Ha osservato che l'assistere a uno squalo fantasma sano nel suo ambiente naturale era sia raro che profondamente significativo. Inoltre, ha espresso sorpresa per quanto più profonda la specie fosse stata trovata rispetto alle stime precedenti. Questa rivelazione potrebbe influenzare i futuri sforzi di conservazione e le valutazioni della biodiversità, poiché l'ampliamento dell'area di distribuzione dello squalo fantasma potrebbe richiedere strategie di gestione aggiornate.
Lo squalo fantasma mostra un comportamento di caccia unico che lo distingue dagli altri predatori d'altura. mantiene le mascelle ritirate all'interno del cranio la maggior parte del tempo, ma può rapidamente proiettarle in avanti in un potente movimento simile a un meccanismo a molla. Questo gli consente di catturare prede come pesci, calamari e crostacei con notevole velocità ed efficienza. Tali adattamenti evidenziano la peculiarità evolutiva della specie e la sua capacità di prosperare in condizioni estreme.
La scoperta ha suscitato entusiasmo tra i ricercatori del mare profondo, compresi gli esperti del Minderoo-UWA Deep Sea Research Center. Il filmato fornisce informazioni critiche sull'ecologia, il comportamento e la fisiologia dello squalo fantasma, che erano in gran parte sconosciute a causa delle sfide di studiare gli organismi in ambienti così remoti e inospitali. Gli scienziati sperano che ulteriori esplorazioni riveleranno di più sul ciclo di vita della specie, le abitudini riproduttive e il ruolo nell'ecosistema del mare profondo.
Con la conferma dell'esistenza dello squalo fantasma in nuove regioni e profondità, c'è un'anticipazione crescente per ulteriori studi che potrebbero affinare la nostra comprensione di questa antica creatura. I ricercatori chiedono maggiori investimenti nelle tecnologie di esplorazione in acque profonde per facilitare più scoperte di questo tipo. Come uno degli ultimi rappresentanti rimanenti di un lignaggio risalente a milioni di anni fa, lo squalo fantasma continua a incuriosire gli scienziati e sottolinea i vasti misteri ancora nascosti sotto la superficie dell'oceano.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 5 €/mese.
Diventa sostenitore