L'articolo riporta l'aumento del rischio di incendi boschivi nelle aree mediterranee a causa dell'aumento delle temperature, della siccità e delle condizioni meteorologiche favorevoli. Greenpeace evidenzia i dati del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), osservando che solo in Italia, sono bruciati 36.600 ettari tra il 1° gennaio e il 22 luglio 2026 - circa l'80% in più rispetto alla media per lo stesso periodo tra il 2006 e il 2025. L'articolo osserva che questa tendenza fa parte di un modello più ampio in tutta l'Unione europea, dove oltre 167.326 ettari sono stati bruciati entro il 15 luglio 2026, superando le medie storiche. Sottolinea che questi incendi sono legati al cambiamento climatico, con l'attività umana spesso la causa iniziale, ma le condizioni climatiche li rendono più gravi e più difficili da controllare.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la questione degli incendi boschivi come una conseguenza diretta del cambiamento climatico, che è sempre più attribuito alle attività e alle politiche umane.






