Secondo il prefetto dell'Aude, Alain Bucquet, l'incendio ha avuto origine nei pressi dei comuni di Oupia e di Beaufort, situati a una trentina di chilometri a nord di Narbona.
La prefettura ha organizzato un punto di situazione alle ore 20.30, confermando che l'incendio, che inizialmente si estendeva verso il sud-ovest di Narbonne, ha ora raggiunto il settore di Sainte-Valière. Tuttavia, non è stato ancora totalmente controllato. Le autorità hanno allertato la popolazione, chiedendo loro di rimanere prudenti ed evitare il settore in questione. Inoltre, hanno raccomandato di non saturare le linee d'emergenza, che sollevano preoccupazioni legate alla congestione dei servizi di soccorso.
Per rispondere all'emergenza, sono state messe in atto misure di chiusura su vari assi stradali, in particolare le strade dipartimentali 367, 5, 605 e 67. Tali misure mirano a garantire il perimetro di intervento e ad agevolare l'accesso alle zone colpite. In termini di risorse, sono stati mobilitati 420 vigili del fuoco dei due dipartimenti, accompagnati da 11 gruppi specializzati negli incendi boschivi, quattro aerei Canadair, due aerei Dash e un elicottero bombardier d'acqua. Una trentina di gendarmi sono stati anche inviati sul posto per garantire la sicurezza e coordinare gli sforzi di lotta contro l'incendio.
I rinforzi provenienti da altre regioni continuano ad essere inviati sul posto.
Il fenomeno di fumo, particolarmente denso, è stato osservato a grande distanza, rendendo il compito dei vigili del fuoco estremamente complesso. Il terreno vallonné ha anche contribuito alla difficoltà dell'intervento. Nonostante questi ostacoli, le forze di soccorso lavorano senza sosta per contenere il fuoco. La situazione resta evolutiva, il che giustifica la vigilanza delle autorità e dei cittadini.
L'incendio, che è il primo di questa portata in Francia nel 2026, ricorda tristemente il mega-incendio del massiccio delle Corbières, avvenuto nell'agosto 2025, che aveva devastato oltre 17.000 ettari, causando la morte di una donna di 65 anni e molti feriti. L'incendio attuale, anche se meno esteso, suscita preoccupazioni sulla vulnerabilità delle regioni mediterranee di fronte ai crescenti rischi climatici.
Altri incendi si sono verificati anche mercoledì, principalmente nel sud della Francia. Nel Var, a Fréjus, un incendio si è dichiarato in una zona periurbana, interessando una superficie di trenta ettari. Quest'ultimo è stato messo sotto controllo grazie al rapido intervento dei vigili del fuoco, sostenuti da rinforzi esterni.
Il primo ministro, Sébastien Lecornu, si reca giovedì a Marsiglia per presiedere una cellula interministeriale di crisi dedicata alla canicola, agli incendi e all'adattamento necessario.Questa riunione sottolinea l'urgenza di mettere in atto misure preventive e di rafforzare le capacità di risposta alle catastrofi climatiche.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 5 €/mese.
Diventa sostenitore