La sonda spaziale Juno della NASA ha catturato il ritratto più dettagliato di Io, la luna più interna di Giove e il corpo più vulcanicamente attivo dell'intero sistema solare. I risultati, pubblicati sul Journal of Geophysical Research: Planets, rivelano nuove intuizioni sulla dinamica termica interna della luna, offrendo potenziali implicazioni per lo studio degli esopianeti al di fuori del nostro sistema solare. I dati provengono da due flyby ravvicinati di Io condotti da Juno alla fine del 2023 e all'inizio del 2024. Durante questi incontri, la sonda è arrivata a circa 1.500 chilometri dalla superficie di Io, utilizzando il suo strumento radiometro a microonde per sbirciare sotto la crosta lunare.
Secondo lo studio condotto dai ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA, Juno ha rilevato un aumento di temperatura di oltre quattro gradi Celsius a pochi centimetri sotto la superficie di Io. Questo rapido aumento di temperatura suggerisce attività geologica in corso sotto l'esterno roccioso della luna. Gli scienziati hanno proposto due possibili spiegazioni per questo fenomeno.
Un'altra teoria ipotizza la presenza di flussi di lava sotterranei intrappolati tra i nove e gli undici metri di profondità, che colpiscono approssimativamente il 10 per cento della superficie di Io in un dato momento. Juno, lanciato nell'agosto 2011, orbita Giove dal luglio 2016. La sua missione principale consiste nello studio del campo magnetico del pianeta, della composizione atmosferica e della struttura interna. Tuttavia, gli strumenti della sonda si sono dimostrati inestimabili per osservare le lune di Giove, tra cui Io, Europa, Ganimede e Callisto.
La capacità del radiometro a microonde di Juno di rilevare le temperature del sottosuolo segna un significativo progresso nella scienza planetaria, consentendo agli scienziati di studiare i processi geotermici su corpi celesti precedentemente ritenuti troppo lontani o inospitali per tali osservazioni. L'estrema attività vulcanica di Io è guidata dal riscaldamento delle maree causato dalle interazioni gravitazionali con Giove e le sue altre lune. Mentre Io orbita attorno a Giove, le immense forze gravitazionali esercitate dal gigante gassoso e dai suoi satelliti creano attrito all'interno della luna, generando un calore sostanziale. Questo processo si traduce in frequenti eruzioni, rendendo Io uno degli oggetti più dinamici del sistema solare.
Le missioni precedenti, come Galileo e Voyager, avevano osservato le caratteristiche della superficie di Io e i pennacchi vulcanici, ma nessuno aveva misurato direttamente le temperature sotterranee fino ad ora. Il team di ricerca, guidato da Shannon Brown del JPL, ha sottolineato l'importanza di comprendere come il calore si muove attraverso la crosta di Io. Le loro scoperte potrebbero aiutare a perfezionare i modelli di processi geologici simili su altri pianeti e lune, in particolare quelli con sistemi tettonici attivi. Analizzando le firme termiche raccolte durante i flyby di Juno, gli scienziati sperano di ottenere una migliore comprensione di come il calore interno influenza le caratteristiche della superficie e l'attività vulcanica sui corpi celesti in tutto il sistema solare.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research: Planets dopo aver subito una revisione tra pari. I ricercatori prevedono di continuare ad analizzare i dati dei prossimi flyby di Juno su Io, con l'obiettivo di costruire un quadro più completo della struttura interna e del comportamento termico della luna.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore