Nel 2026, una squadra di 23 atleti è tornata in Nuova Zelanda per un ritiro e due partite amichevoli contro la squadra delle Isole Cook. La FIFA ha concesso loro l'autorizzazione a giocare senza il consenso della federazione afgana, controllata dai talebani. Amnesty International ha criticato il trattamento subìto dalle donne afgane, definendole 'due volte punite': una volta dai talebani e una seconda volta dagli organismi sportivi globali.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo descrive il ritorno delle calciatrici afgane come una vittoria contro l'oppressione, evidenziando l'esclusione sistematica da parte dei talebani e delle organizzazioni sportive internazionali.



