Il fiume Reno ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 50 anni a causa della siccità prolungata e delle alte temperature, segnando una crisi storica per una delle vie d'acqua più vitali d'Europa. Per la prima volta, il fiume non rimarrà completamente navigabile in tutto il suo tratto centrale, secondo i funzionari dell'Associazione federale tedesca dei trasporti fluviali interni (BDB). La situazione ha portato a preoccupazioni per le rotte di navigazione commerciale interrotte e le potenziali conseguenze economiche per le regioni che dipendono dalla rete di trasporto del Reno.
Il livello dell'acqua del Reno a Kaub, un punto di misurazione chiave vicino al confine con la Francia, dovrebbe scendere a una lettura a una sola cifra, uno scenario che non si è mai verificato prima. Ciò significherebbe che il fiume è effettivamente diviso in due sezioni, nord e sud, rendendo impossibile la navigazione continua. Secondo Jens Schwanen, amministratore delegato della BDB, questa divisione potrebbe costringere le navi a reindirizzare attraverso canali separati, aumentando i tempi di viaggio e i costi operativi. Gli affluenti del Reno, compresi i fiumi Neckar, Mosella e Main, stanno anche sperimentando una ridotta navigabilità, complicando il movimento delle merci lungo le vie d'acqua interne occidentali della Germania. L'impatto si estende oltre la spedizione locale.
Il canale Danubio-Meno, un collegamento internazionale cruciale che collega l'Europa centrale all'Europa sud-orientale, è anche interessato. Lungo il Reno, 22 diversi punti misurano i livelli d'acqua utilizzando un mix di metodi, tra cui poli idrologici, marcatori galleggianti e dispositivi radar, anche se queste letture differiscono dalle misure di profondità reali prese al centro del fiume utilizzando il sonar. A Düsseldorf, l'ultima lettura era di 12 centimetri, molto al di sotto del minimo precedente di 23 centimetri registrato nell'ottobre 2018. Mentre le piogge isolate potrebbero temporaneamente aumentare i livelli d'acqua, è improbabile che ripristinino le condizioni normali. Nonostante queste sfide, è stato osservato un certo sollievo temporaneo.
La domenica scorsa, il livello del Reno a Düsseldorf è aumentato di tre centimetri a seguito di piccole piogge, ma anche un aumento minore non garantisce un passaggio sicuro per le navi di grandi dimensioni. Le navi devono mantenere una profondità minima d'acqua sotto le loro quille, il che significa che i livelli d'acqua più bassi richiedono la riduzione dei carichi di carico. Ciò porta a viaggi più frequenti con carichi più piccoli, che influenzano sia l'efficienza che la redditività per le compagnie di trasporto. Per compensare queste perdite, gli operatori hanno introdotto tariffe aggiuntive durante i periodi di bassa acqua, mentre altri hanno optato per percorsi alternativi o navi specializzate progettate per acque poco profonde, come lo Stolt Ludwigshafen.
Le implicazioni si estendono alle industrie che dipendono dal Reno per il trasporto di merci pesanti. Aziende come Thyssenkrupp Steel a Duisburg affrontano costi di trasporto più elevati per tonnellata in quanto meno navi possono trasportare lo stesso volume di materiali. Allo stesso modo, Siemens Energy a Mülheim an der Ruhr produce enormi turbine a gas che pesano fino a 500 tonnellate, che non possono essere trasportate su strada o su rotaia. Di conseguenza, la continua dipendenza dal Reno diventa sempre più critica, sebbene periodi di siccità prolungati possano ulteriormente sforzare le reti logistiche. Nel frattempo, gli effetti della siccità si fanno sentire anche nel nord Italia, dove laghi e fiumi si stanno riducendo drasticamente.
Il Lago Maggiore, condiviso tra Italia e Svizzera, è sceso a livelli storicamente bassi, esponendo vasti tratti di terra precedentemente sommersi. Le autorità locali riferiscono che il livello dell'acqua del lago è sceso vicino ai suoi livelli più bassi registrati dagli anni '70. I ricercatori ambientali avvertono che l'aumento delle temperature e la mancanza di piogge primaverili hanno contribuito in modo significativo a questo declino. Con meno acqua, c'è anche meno ossigeno disponibile, minacciando gli ecosistemi acquatici e potenzialmente influenzando i fiumi a valle come il Po, che riceve una parte sostanziale del suo flusso dal Lago Maggiore.
Nelle regioni alpine, gli agricoltori stanno lottando mentre i pascoli si prosciugano, lasciando il bestiame senza cibo o acqua adeguati. Alcuni allevatori riferiscono che i loro animali mostrano segni di disidratazione e malnutrizione, costringendoli a cercare strategie di alimentazione alternative. Queste sfide evidenziano il costo ambientale ed economico più ampio dell'attuale crisi climatica, sottolineando la necessità di sforzi coordinati per gestire le risorse idriche e adattarsi ai cambiamenti climatici.
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