Burkina Faso, Mali e Niger hanno iniziato ufficialmente il processo di ritiro dalla Corte Penale Internazionale (CPI), secondo la conferma della corte. I tre paesi, guidati da governi militari, hanno inizialmente annunciato la loro intenzione di uscire a settembre. Fanno parte dell'Alleanza degli Stati del Sahel, un gruppo che si è distanziato dall'influenza occidentale, compresa la Francia, e si è rivolto ai mercenari russi per il sostegno militare. Il ritiro comporta un processo di un anno ai sensi dello Statuto di Roma, che stabilisce l'autorità della CPI sui crimini di guerra e altri gravi reati. I paesi hanno criticato la CPI come "strumento di repressione neocoloniale", mentre la corte ha avvertito che tali azioni potrebbero indebolire gli sforzi globali per combattere l'impunità.
Lettura del bias (Sinistra): L'articolo inquadra il ritiro come un rifiuto della "repressione neocoloniale", implicando una critica alle istituzioni dominate dall'Occidente come la CPI.




