Un allarmante avvertimento per la Croazia! 'Non pianificare solo un grande disastro possibile'
Lo storico Hrvoje Petrić avverte la Croazia che le valutazioni dei rischi climatici devono considerare più eventi estremi che si verificano in breve successione, non solo singoli grandi disastri. Questo segue uno studio internazionale pubblicato su Nature che rivela che l'Europa ha sperimentato 16 grandi eventi di inondazione tra il 1341 e il 1343, tra cui quattro eventi eccezionalmente rari con periodi di ritorno che coprono secoli. Petrić sottolinea che le attuali strategie di gestione dei rischi spesso trascurano tali scenari a cascata.
Un eminente storico croato ha avvertito che il paese affronta un rischio crescente di più eventi meteorologici estremi che si verificano in rapida successione, piuttosto che disastri isolati. Hrvoje Petrić, professore della Facoltà di Filosofia di Zagabria e fondatore del Dipartimento di Ecoistoria, ha evidenziato questa preoccupazione in seguito alla pubblicazione di uno studio internazionale pubblicato su Nature che esaminava le inondazioni catastrofiche in tutta Europa nel XIV secolo. La ricerca ha rivelato che invece di sperimentare un grande evento di inondazione, l'Europa ha sopportato una serie di 16 inondazioni su larga scala tra la fine del 1341 e la fine del 1343.
Quattro di questi sono stati ritenuti eccezionalmente rari, con intervalli di ricorrenza stimati per diversi secoli. I risultati suggeriscono che le attuali valutazioni del rischio climatico spesso non tengono conto della possibilità di più eventi estremi che si verificano in un breve lasso di tempo. Petrić ha sottolineato che tali scenari, in cui le inondazioni potrebbero seguire l'una l'altra per mesi o addirittura anni, sono raramente considerati nelle attuali strategie di pianificazione e gestione.
Petrić ha partecipato allo studio pluriennale condotto da Andrea Kiss dell'Università Tecnica di Vienna, che ha riunito esperti di 18 paesi. Il suo contributo si è concentrato sulla ricostruzione di dati a lungo termine sulle inondazioni lungo il fiume Danubio e i suoi affluenti. Ha confrontato la frequenza e l'intensità delle inondazioni medievali con gli eventi europei recenti, osservando che se si verificassero condizioni simili oggi, assomiglierebbero a una sequenza di grandi inondazioni, come quelle del 1999, 2002, 2005, 2006 e 2013, tutte avvenute in meno di due anni.
Nonostante i progressi nei sistemi di previsione, nei meccanismi di allarme rapido, nelle reti di comunicazione, nelle infrastrutture e nelle capacità di protezione civile, Petrić ha avvertito che i rischi climatici stanno aumentando più velocemente di quanto le misure di preparazione e adattamento della società possano tenere il passo. Ha osservato che l'Agenzia europea per l'ambiente ha concluso che le minacce legate al clima stanno aumentando più rapidamente della capacità di rispondere efficacemente.
Petrić ha evitato di fare una semplice valutazione se la Croazia sia adeguatamente preparata a tali eventi, indicando invece la risposta riuscita alle inondazioni dei fiumi Mura e Danubio nell'agosto 2023. Mentre questo ha dimostrato forti capacità di mobilitazione, ha sostenuto che il superamento di un singolo disastro non indica necessariamente quanto bene il sistema gestirebbe le crisi ripetute prima che il recupero avesse iniziato. I fiumi della Croazia, Drava, Sava e Danubio, fanno parte di bacini fluviali transfrontalieri più grandi. Petrić ha sottolineato che la gestione dei rischi di inondazione richiede cooperazione oltre i confini nazionali, poiché l'acqua non rispetta i confini politici.
Questo richiede un'azione coordinata a livello di interi bacini fluviali, piuttosto che di singoli stati.Questa estate, tuttavia, la Croazia ha affrontato l'estremo opposto: livelli d'acqua record.Il 19 agosto, la Drava ha raggiunto un nuovo minimo storico di meno 194 centimetri a Osijek, mentre il Danubio è sceso al di sotto del suo record precedente vicino a Batinja, fissato nel 1909.
Petrić ha avvertito che mentre la regolamentazione fluviale e le centrali idroelettriche offrono vantaggi nella prevenzione delle inondazioni, nel controllo dell'erosione, nell'irrigazione e nel drenaggio, i loro bacini idrici non possono compensare la carenza d'acqua di mesi. Ha citato il caso della contea di Virovitica-Podravina, che ha sviluppato sistemi di irrigazione avanzati ma ha ancora dichiarato uno stato di calamità naturale a causa della siccità il 21 agosto.
Ciò sottolinea la necessità di approcci integrati e cooperativi alla gestione delle risorse idriche e all'adattamento al clima, in particolare alla luce dei modelli climatici sempre più imprevedibili ed estremi.
Povjesničar Hrvoje Petrić, della Facoltà di Filosofia dell'Università di Zagabria, ha messo in guardia contro una potenziale minaccia estrema che potrebbe includere una serie di catastrofi in Europa, secondo i risultati di una ricerca internazionale pubblicata sulla rivista Nature. I ricercatori hanno analizzato le alluvioni catastrofiche del 1342 e del 1343, che hanno avuto luogo in 16 grandi alluvioni in quel periodo, alcune delle quali molto estreme.
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Lo storico Hrvoje Petrić avverte che la Croazia deve considerare più eventi climatici estremi che si verificano in rapida successione, non solo eventi isolati, sulla base della ricerca pubblicata su Nature sulle inondazioni catastrofiche nell'Europa del XIV secolo. Lo studio ha ricostruito 16 grandi eventi di inondazione tra il 1341 e il 1343, tra cui quattro eventi estremamente rari con periodi di ritorno che coprono secoli. Petrić confronta questi modelli storici con i moderni eventi di inondazione europei, suggerendo che se recenti grandi inondazioni si fossero verificate entro due anni, rispecchierebbero l'intensità osservata nel XIV secolo.
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Novi listIndipendenteCentroFattualità 98Obiettività 9629/08/2026
L'articolo discute di uno studio pubblicato sulla rivista 'Nature' che ha ricostruito 16 grandi eventi di alluvione in tutta Europa tra il 1342 e il 1343, evidenziando che le inondazioni estreme possono verificarsi frequentemente e consecutivamente, un modello spesso trascurato nelle moderne valutazioni dei rischi. La ricercatrice Petra Petrić, della Facoltà di Filosofia dell'Università di Zagabria, confronta i modelli storici di inondazioni con eventi recenti come quelli del 1999, 2002, 2005, 2006 e 2013, suggerendo che tali inondazioni frequenti potrebbero verificarsi entro due anni. Mentre l'Europa moderna ha migliorato le infrastrutture e i sistemi di allarme rapido, Petrić avverte che i rischi climatici stanno aumentando più velocemente della preparazione della società. In Croazia, le inondazioni del 2023 e della Drava hanno dimostrato una forte mobilitazione ma hanno evidenziato le vulnerabilità nella gestione di più disastri consecutivi. L'articolo rileva anche che la Croazia sta vivendo livelli d'acqua bassi da record questa estate a causa di siccità prolungata, temperature elevate e fusione precocente della neve, sottolineando la necessità di una cooperazione transfrontaliera per la gestione dei rischi nel bacino fluviale.
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Hrvoje Petrić, povjesničar i član Hrvatske akademije znanosti i umjetnosti, upozorava na potrebu Hrvatske da uzme u obzir nizove ekstremnih poplava i suša, prema međunarodnom istraživanju objavljenom u časopisu Nature. Istraživanje pokazuje da je Europa 1342. meteorilo više od 16 velikih poplava, uključujući četiri iznimno rijetke događaje. Petrić sottolinea che i dati sulla crescita dei rischi spesso ignorano la possibilità di nuovi eventi estremi in un breve periodo, che possono avere gravi conseguenze.
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Lo storico Hrvoje Petrić avverte la Croazia che le valutazioni dei rischi climatici devono considerare più eventi estremi che si verificano in breve successione, non solo singoli grandi disastri. Questo segue uno studio internazionale pubblicato su Nature che rivela che l'Europa ha sperimentato 16 grandi eventi di inondazione tra il 1341 e il 1343, tra cui quattro eventi eccezionalmente rari con periodi di ritorno che coprono secoli. Petrić sottolinea che le attuali strategie di gestione dei rischi spesso trascurano tali scenari a cascata.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un avvertimento scientifico sui rischi climatici e sui modelli storici delle inondazioni senza favorire apertamente alcuna posizione politica.
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Povjesničar Hrvoje Petrić, član Hrvatske akademije znanosti i umjetnosti, upozorava na potrebu da Hrvatska uključi u procjenu klimatskih rizika i niz ekstremnih poplava koje mogu nastati u kratkom periodu, prema međunarodnom istraživanju objavljenom u časopisu Nature. Istraživanje pokazuje da je Evropa 1342. i 1343. pogodilo 16 velikih poplava, uključujući četiri iznimno rijetke događaja. Petrić ističe da današnje procjene rizika često ignoriraju mogućnost niza ekstremnih događaja, što može biti opasno za buduće pripreme. On also emphasizes the importance of international cooperation in upravljanje riječnim ricicama, jer sučni rijevi sustava Drava, Sava i Duna transvcionalni. U sklopu duganja, Petrić je rekonstruirao podatke o poplavama njeve Drazinih i pritokah, pokazivajući da je Evropa 1342. i 1343. pogodilo da je Evropa 16 velikih poplava, uključujući četiri iznimno rijetke događaja. Petrić ističe da današnje procjene rizika spesso ignorano possibilità di eventi estremi, che possono essere pericolosamente importanti per il futuro.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un'analisi scientifica basata su ricerche storiche e sulla collaborazione internazionale, incentrata sulla valutazione dei rischi climatici e sulla gestione delle inondazioni.
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