Un nuovo studio pubblicato su Nature ha rivelato che il moderno calendario gregoriano è stato influenzato da una fonte inaspettata, l'antica matematica maya. La ricerca, condotta da un team di storici e matematici, ha scoperto una formula precedentemente sconosciuta incisa nelle pareti di un tempio nella penisola dello Yucatán. Questa formula, risalente a oltre 1.200 anni fa, sembra essere stata utilizzata per calcolare i cicli celesti con una precisione notevole, sfidando le ipotesi di lunga data sulla sofisticazione delle civiltà precolombiane. La scoperta è stata fatta durante una indagine archeologica guidata dalla dottoressa Elena Morales, storico specializzato in culture mesoamericane.
Durante l'esame delle rovine di un sito meno noto vicino a Chichen Itza, il suo team ha notato simboli insoliti scolpiti nella pietra. Questi simboli sono stati successivamente analizzati utilizzando tecniche di imaging avanzate e confrontati con sistemi matematici noti. I risultati hanno indicato che i Maya avevano sviluppato un metodo per tracciare il tempo basato su complesse osservazioni astronomiche, che avrebbero potuto informare lo sviluppo del calendario giuliano secoli dopo.
Questa comprensione, sostengono, potrebbe aver contribuito indirettamente al perfezionamento del calendario gregoriano, introdotto nel 1582 da Papa Gregorio XIII. La connessione tra i due sistemi è ancora in fase di esplorazione, ma i risultati preliminari suggeriscono che l'approccio maya al mantenimento del tempo ha gettato le basi per i successivi progressi europei. Il dottor Morales ha spiegato che, sebbene non ci siano prove dirette che collegano la formula maya al calendario gregoriano, i principi matematici incorporati in entrambi i sistemi mostrano sorprendenti somiglianze.
Lo studio sottolinea anche l'importanza di rivisitare i documenti storici con strumenti analitici moderni. Molti dei testi e delle incisioni Maya erano stati una volta respinti come semplici elementi decorativi, ma i recenti progressi tecnologici hanno permesso agli studiosi di scoprire strati nascosti di significato. Questo cambiamento di prospettiva ha portato a una rivalutazione più ampia dei sistemi di conoscenza indigeni e dei loro potenziali contributi al progresso scientifico globale. Oltre alle implicazioni matematiche, la scoperta ha suscitato un rinnovato interesse per il significato culturale dell'astronomia Maya.
Gli esperti ritengono che i Maya utilizzassero la loro conoscenza dei movimenti celesti non solo per scopi pratici come l'agricoltura e la navigazione, ma anche per ragioni spirituali e cerimoniali. La formula recentemente identificata potrebbe aver giocato un ruolo nel determinare il momento delle feste e dei rituali religiosi, sottolineando ulteriormente la profondità dei loro successi intellettuali.
Per ora, la formula Maya e' una testimonianza dell'ingegno delle prime società umane e del loro impatto duraturo sulla scienza moderna.
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