I buchi neri supermassicci hanno a lungo sconcertato gli astronomi con la loro capacità di mantenere il loro immenso appetito nonostante le condizioni apparentemente inospitali. Nuove osservazioni dal telescopio spaziale James Webb hanno offerto una visione senza precedenti di questo mistero, rivelando intricate strutture gassose che collegano l'atmosfera calda di una galassia al disco rotante di gas che alimenta il suo buco nero centrale.
Utilizzando lo strumento NIRSpec del JWST, un team internazionale di ricercatori ha trascorso quasi otto ore a catturare mappe ad alta risoluzione del movimento del gas all'interno della galassia. Le immagini risultanti mostrano una complessa rete di filamenti, sottili, allungati flussi di gas, che si estendono dalle regioni esterne della galassia verso il suo nucleo. Questi filamenti sembrano agire come condotti, canalizzando il gas freddo in un vasto disco vorticoso che circonda il buco nero supermassiccio al centro della galassia. La scoperta sfida le ipotesi precedenti su come i buchi neri mantengono il loro apporto di energia.
Per anni, gli scienziati hanno creduto che i potenti getti emessi dai nuclei galattici attivi scaldassero il gas circostante, impedendogli di collassare nel buco nero. Tuttavia, gli ultimi dati suggeriscono un meccanismo di autoregolamentazione. Mentre il gas si raffredda e si condensa, forma lunghi e sottili filamenti che gradualmente si muovono a spirale verso l'interno, alimentando il buco nero attraverso un processo ciclico e stabile. La struttura osservata include un disco di gas a forma di S che si estende per quasi 800 anni luce, con materiale che si muove a velocità superiori ai 600 chilometri al secondo. Questo disco è direttamente collegato a uno dei filamenti, confermando che il gas scorre lungo questi canali prima di essere incanalato nel disco di accrescimento del buco nero.
Lo studio è stato condotto da un team internazionale guidato da ricercatori dell'Université de Montréal, con contributi significativi della Michigan State University. Megan Donahue, professore della MSU, ha sottolineato l'impatto trasformativo delle capacità di JWST. "Le osservazioni JWST ci offrono migliaia di nuovi fatti e misurazioni", ha detto. "Questo processo, noto come feedback, svolge un ruolo cruciale nella formazione delle galassie.
I campi magnetici aiutano ulteriormente a guidare il gas verso l'interno, assicurando un flusso costante nel disco di accrescimento. Una volta lì, il gas continua a cadere nel buco nero, sostenendone la crescita e l'attività. Le implicazioni di questa scoperta si estendono oltre NGC 4696.
Gli studi futuri si concentreranno probabilmente sull'identificazione di strutture simili in altre galassie e sul perfezionamento dei modelli di come il gas interagisce con i buchi neri. I ricercatori sperano di determinare se questo processo di autoregolamentazione è comune in ambienti diversi o se esistono variazioni in base al tipo di galassia o alla densità di ammasso.
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